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Frosinone - In scena l′arte di partecipare


Il trauma lascia un′impronta, si solidifica nell′animo umano in un blocco di ghiaccio, gelo che impedisce di ritornare a vivere come prima, con sé stessi e con gli altri. Per aiutare a scalfirlo fino a vederlo sciogliersi completamente, il progetto Integra(r)te, promosso dall′INAIL, nell′ultimo anno, ha messo insieme i lavoratori infortunati, li ha fatti partecipare ad attività di gruppo in cui era necessario essere un tutt′uno, integrarsi con e nell′arte. E ne hanno dato prova lo scorso 11 luglio presso l′Auditorium Comunale di Frosinone.

Una performance terapeutica, in cui gli artisti, dopo aver individuato delle parole chiave specchio della loro vita, le hanno scandite al ritmo, a tratti incalzante e concitato, di suoni costruiti con strumenti molto particolari: xilofono, glokenspiel, tamburi, maracas, ocean drum, tarabucca, woodblok, agogo. "Polvere", "martello", "caldarroste", parole-simbolo pronunciate con decisione in un crescendo musicale volto a restituire il senso di liberazione. Poi, è stata la volta dell′improvvisazione, legata allo sgorgare violento delle emozioni del momento, quando gli infortunati hanno condiviso parte della loro esperienza traumatica con il pubblico, leggendo brani estratti dalla pubblicazione "Giorni ritrovati", frutto del Laboratorio di Scrittura creativa condotto dal Dr. Formaggi della cooperativa Altri colori. A coordinare il connubio di note e parole, invece, la musicoterapeuta Costanza Amoruso.

Epilogo maturato dopo un percorso sull′espressività e il linguaggio del corpo, lo spettacolo teatrale "Arsenico e Vecchi merletti" è stato portato in scena con grande ironia, sotto la direzione di Fabrizio Di Stante e dell′attrice Luisanna Trigiani. Un testo degli anni ′30, i cui personaggi al limite della follia ben si prestavano a costituire il canale diretto attraverso cui aprirsi al pubblico e buttar fuori tutta la propria forza. Scenografie e costumi artigianali sono stati anch′essi parte integrante del percorso.

Guidato dall′Assistente sociale Stefania Galante dell′INAIL, il progetto sperimentale Integra(r)te viene fuori dal lavoro di una équipe multidisciplinare, partendo dalla convinzione che per poter tornare ad essere persone attive e consapevoli, ognuno deve scovare in sé il bacino di volontà cui attingere. In questa direzione si è appunto diretta l′opera della cooperativa sociale Altri Colori, che, come ha ribadito il Direttore Danilo Ferrante, «nell′ottica dell′apertura e dell′impegno che contraddistingue la cooperazione sociale», ha voluto offrire un contributo fattivo ad un tale progetto, volto alla riscoperta delle capacità umane dopo un momento doloroso. 

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