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Legambiente - Ecosistema scuola 2012, XIII Rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica

La Ricerca

È stato realizzato da Legambiente Ecosistema scuola 2012, XIII Rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi: un appuntamento divenuto ormai annuale, che ha l’obiettivo di tracciare un quadro dettagliato ed aggiornato della situazione delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
I dati presentati, che si riferiscono al 2011, riguardano i 96 Comuni italiani capoluogo di provincia, nonché le 65 Province, che hanno competenza rispetto alle scuole secondarie di secondo grado, sulle quali sono stati forniti dati specifici.
7.139 sono, in totale, gli edifici scolastici censiti: i dati fotografano una situazione eterogenea sul territorio italiano e mostrano conferme, in positivo ed in negativo, nonchè incoraggianti, seppur circoscritti, passi in avanti.
A guidare, in modo consistente, la graduatoria, le città del Nord: Trento si conferma, per il secondo anno consecutivo, in vetta, per i dati d’eccellenza riportati su molti degli indicatori considerati.

I dati nazionali

Numerose le aree d’interesse della ricerca, riferimento per la raccolta, la successiva rielaborazione dei dati e la stesura della graduatoria finale: informazioni generali sugli edifici, le certificazioni, la manutenzione, i servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, l’avvio di pratiche ecocompatibili, l’esposizione a fonti di inquinamento ambientale interne ed esterne.
Il 60% degli edifici scolastici ha più di 36 anni, ed i più recenti risultano ancora scarsamente costruiti secondo criteri di bioedilizia, solo lo 0,47 %, e con criteri antisismici, l’8,22%.
Se sul fronte del possesso delle certificazioni emergono numerose carenze, in particolare per la prevenzione degli incendi, posseduta soltanto dal 34,5%, significativo il dato sull’accessibilità: più dell’82% degli edifici possiede i requisiti di legge.
In decrescita il servizio di scuolabus, erogato dal 25,89% degli edifici scolastici; costante invece il dato relativo all’utilizzo di pasti interamente biologici nelle mense scolastiche, che si conferma al 5,95%.
Se la presenza di aree verdi nelle scuole - 62, 89% - risulta ancora contenuta e in calo, migliora la raccolta differenziata: quella della carta raggiunge l’83,84%. Costante, seppure in diminuzione, il dato sull’uso delle fonti d’illuminazione a basso consumo, che si afferma complessivamente sul 60,58%.
E i rischi ambientali? Aumentano i controlli, in particolare per la presenza di amianto negli edifici scolastici: il dato è del 92,31%. Scarseggiano, tuttavia, i monitoraggi per le altre fonti di inquinamento ambientale esterne: quello delle antenne dei telefoni cellulari, ad esempio, si attesta al 14,29%.

I dati per regione

L’Abruzzo dichiara edifici scolastici costruiti recentemente, presenti in percentuale consistente: sono infatti il 51,28%, anche se risultano assenti scuole costruite secondo criteri di bioedilizia. Complessivamente positivi i dati relativi alle certificazioni, ad eccezione di quello sul possesso del certificato di agibilità, al 45,30%, e quello di prevenzione incendi, con uno scarso 8,55%. Di rilievo altri dati: la presenza di edifici che usufruiscono del servizio di scuolabus, 50,70%, le mense in cui vengono serviti pasti biologici ,55,36%, i controlli effettuati sulla presenza di amianto, 100%. Sotto la media nazionale i dati relativi all’esposizione degli edifici a fonti d’inquinamento esterno: fanno eccezione il dato relativo alla prossimità di emittenti radiotelevisive, il 4,23%, e quello sulla presenza di inquinamento acustico ad 1 km, il 21,13%.

La regione Lazio risulta priva dei dati riguardanti Roma e Rieti, che non figurano nella graduatoria di Ecosistema Scuola. Mediamente giovani gli edifici scolastici: consistente la percentuale delle scuole realizzate tra il 1975 ed il 1990, il 48,36%, seppure nessuno stabile risulti costruito secondo i criteri della bioedilizia ed i criteri antisismici. Positivi i dati relativi alle certificazioni, con punte d’eccellenza in quelle per il collaudo statico, quella igienico – sanitaria e quella per le porte antipanico: il 100% degli edifici ne dichiara il possesso.
Sul fronte dei servizi messi a disposizione, negativo il dato relativo alla presenza del servizio di scuolabus: solo il 3,88% degli edifici ne usufruisce, a fronte del dato nazionale che si attesta al 25,89%; solo il 33% dei Comuni finanzia progetti educativi. Il 96,18% delle mense scolastiche laziali dichiara di servire pasti biologici, ed il 63% di esse impiega in media prodotti biologici nei pasti. Sul versante raccolta differenziata, notevoli i dati riguardanti la plastica, il 60%, e la carta, l’84%; il 100% degli edifici usa fonti d’illuminazione a basso consumo, l’11,88% fonti rinnovabili. Non rilevante il dato riguardante il monitoraggio dell’amianto, garantito solo dal 66,67% degli edifici, rispetto al dato nazionale, il 92,31%. Il 54,40% degli edifici dichiara, tra i rischi ambientali, l’esposizione a rischio sismico; non sono dichiarati ulteriori situazioni d’esposizione a fonti d’inquinamento ambientale.

In Sardegna solo Cagliari e Sassari entrano in graduatoria. Gli edifici scolastici sono in maggioranza costruiti dopo il 1974, il 64,58%; nessuno stabile scolastico risulta costruito secondo criteri antisismici e di bioedilizia. Numerose le eccellenze sul fronte delle certificazioni: il 100% delle scuole dichiara di essere in possesso di quelle di agibilità, igienico – sanitaria, per le porte antipanico, per le prove di evacuazione e per gli impianti elettrici a norma.
Buono il dato relativo al servizio di scuolabus, garantito dal 46,53% delle scuole; il 100% delle mense scolastiche sarde serve pasti biologici, con una media del 42,50% di prodotti biologici nei pasti. Il 100% di scuole effettua la raccolta differenziata per la carta, ma dichiara la non raccolta per vetro, alluminio, pile, toner; tutti gli edifici inoltre realizzano il monitoraggio per l’amianto. Sul versante fonti di rischio ambientale, il 40,26% degli edifici dichiara di essere vicino ad antenne cellulari e ben il 33,77% si trova in prossimità di emittenti radio e tv.

In Sicilia, dei 7 Comuni capoluogo, solo Siracusa non viene inserita in graduatoria. Mediamente nuovi gli edifici scolastici: ben il 40,62% risulta costruito dopo il 1974. Circoscritta ma significativa la percentuale degli stabili costruiti secondo criteri antisismici, il 24,85%, così come quella relativa alla verifica di vulnerabilità sismica, l’11,56%. Sul versante delle certificazioni, dati complessivamente al di sotto delle medie nazionali: solo il 28,38% degli edifici dispone di certificazione per il collaudo statico, il 36,38%, quello di agibilità, il 49,52% gli impianti elettrici a norma. Pochissimi gli edifici che usufruiscono di servizio scuolabus, il 4,57%; nel 91,67% delle mense scolastiche siciliane vengono serviti pasti biologici, con una media del 47,50% di prodotti biologici nei pasti. Risultano generalmente positivi i dati inerenti alla raccolta differenziata: notevole quello della carta, con una percentuale del 76,63%, dato identico a quello della raccolta della plastica. Ancora pochi gli edifici in cui si utilizzano fonti d’illuminazione a basso consumo, solo il 29,69%, a fronte del dato nazionale che si attesta al 60,58%. L’80% degli edifici scolastici effettua monitoraggio sulla presenza di amianto; ben il 33,33% dichiara di monitorare antenne cellulari presenti in prossimità degli edifici.

Scuola: quali le sfide?

Messa a norma degli edifici e definizione di una pianificazione nazionale in materia di edilizia scolastica, con il supporto di un’anagrafe completa degli edifici: queste le emergenze prioritarie che la scuola italiana deve affrontare. Una scuola che incentivi le buone pratiche sostenibili, in virtù dei confortanti, seppur lievi, miglioramenti complessivi.
L’obiettivo? Una scuola «vivibile, sostenibile e sicura».

F.P.

Documenti
Il dossier .pdf [1.16 Mb]

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