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8 marzo - Le voci delle donne del Consorzio


In occasione della festa della donna, abbiamo raccolto le opinioni di alcune delle donne che lavorano nel nostro consorzio e nelle cooperative consorziate.  Abbiamo scelto persone che ricoprono ruoli professionalmente molto diversi, rivolgendo loro domande sul proprio lavoro e sul contesto in cui operano.
Ritenete che le donne, nel nostro consorzio e nelle cooperative consorziate, abbiano le stesse opportunità professionali e di carriera degli uomini? 
Alla prima domanda, la maggior parte di loro ha risposto che sì, le opportunità sono le stesse, non per niente le socie-lavoratrici delle nostre consorziate costituiscono circa l′ 84% dell′intera base sociale. Però c′è da dire che questa prevalenza non si riscontra poi a livello apicale. «Sono poche le donne che ricoprono ruoli al vertice, infatti negli organi direttivi gli uomini costituiscono la maggioranza», afferma Anna Vettigli, membro del cda di Parsifal.
«Negli organi direttivi ci sono solo due donne al momento» ribatte Alessia Morini, responsabile dell’area infanzia del Consorzio Parsifal, «nonostante le nostre cooperative siano costituite principalmente da donne».

Appurata questa situazione, pensate sia utile introdurre misure prescrittive nella governance del consorzio e delle cooperative, che favoriscano le pari opportunità, come per esempio le quote rosa?
Si sono mostrate tutte favorevoli a questo tipo di soluzione, trovandola una risposta concreta per ridurre il gap ora esistente, un modo per favorire l’inserimento delle donne negli organi direttivi. Meno soddisfatta invece Alessia Morini che afferma «Introdurre le quote rosa potrebbe risultare quasi come un’ imposizione. Non dovrebbero essere necessarie. C’è bisogno di un cambiamento radicale, ma di mentalità».
Conciliare il lavoro con le esigenze della famiglia non è sempre facile, per questo la terza domanda che abbiamo rivolto alle nostre intervistate riguarda le politiche di conciliazione.
La risposta è stata unanime. Sia all′interno delle cooperative, che all′interno del Consorzio, c′è molta flessibilità e disponibilità. «La nostra cooperativa» risponde sempre Anna Vettigli, facendo riferimento alla cooperativa Patatrac, «è costituita quasi esclusivamente da donne, quindi la conciliazione è una caratteristica praticamente intrinseca».
«Non ne ho usufruito direttamente, ma ho sempre visto molta disponibilità nei confronti delle mie colleghe», così ha risposto Francesca Caputo, dell’ufficio progettazione del consorzio.
Chi, invece, ne ha usufruito sono state Emanuela Reali e Federica Coccia, responsabili amministrative e neo mamme, «Si all’interno del nostro Consorzio c’è molta flessibilità nella conciliazione tra i tempi lavorativi e quelli per la famiglia».

La cooperazione sociale è un mondo che rispetta e valorizza il talento femminile?
Questa l′ultima domanda posta alle ′nostre′ donne per concludere l’intervista.
«Sì. La cooperazione è donna. Guardi ad esempio la nostra cooperativa, è tutta rosa!» ha risposto ironicamente Rita Rea, della cooperativa Domino. «Si assolutamente!» afferma Maria Letizia Santoro, presidente della cooperativa Patatrac, «All’interno della nostra cooperativa, che si occupa di servizi per l’infanzia, siamo per la maggior parte donne. Quindi la leadership è al femminile».
Anche Francesca Pierleoni, presidente della cooperativa Nuova Era, e membro del cda di Parsifal, è della stessa opinione «La cooperazione sociale è femminile, quindi sì, credo che valorizzi appieno il ruolo della donna».
L.L.

In foto
In alto Francesca Pierleoni,
al centro Francesca Caputo,
in basso Anna Vettigli.

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