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Lazio - Gravi ritardi nei pagamenti ai fornitori

Fornitori pagati in ritardo dalla pubblica amministrazione. Il Lazio si colloca agli ultimi posti per i gravi ritardi nei pagamenti. Secondo l’Oipa (Osservatorio imprese e pubblica amministrazione) per i pagamenti della Regione occorre attendere 400-450 giorni.
La sanità si trova nella condizione peggiore. Assobiomedica sottolinea che lo Stato trasferisce i fondi con ritardo, causando deficit economici. Si registra, inoltre, una costante inefficienza dei processi amministrativi interni a tutte le aziende sanitarie. Basti pensare che le Asl pagano dopo 530 giorni dal ricevimento delle fatture, con un debito verso i fornitori che ha superato i 760 milioni.
Lunghe liste d′attesa anche per i laboratori di analisi. Antonio Morricone, vicepresidente di Federlab Lazio, spiega che “i rimborsi vanno da 110 giorni fino a 3 anni, per un credito annuo che si aggira intorno ai 50-60 milioni”. Il problema più grosso sono i licenziamenti, necessari alla riorganizzazione della rete dei laboratori, rischiano il posto circa 6 mila dipendenti.
Nel complesso, i crediti vantati dai fornitori di beni e servizi del sistema sanitario regionale ammontano a oggi a circa 3 miliardi.

A soffrire il ritardo dei pagamenti sono anche le cooperative. Eugenio De Crescenzo, vicepresidente dell’Agci (Associazione generale cooperative italiane) Lazio, spiega che gli enti locali pagano in ritardo, “la Regione impiega in media due anni, la provincia di Roma un anno e il Campidoglio, che è il migliore pagatore, circa 90 giorni”.
Negli ultimi tempi il comune di Roma sta accumulando ritardi più lunghi. In base alle stime, ogni cooperativa aspetta di recuperare almeno un milione. Debito che va a gravare sugli operatori sociali, gli assistenti domiciliari e le cooperative che operano nei municipi romani. Anche in questo caso sono 3-4 mila i posti a rischio. Dati simili si riscontrano in Legacoop Lazio, le cooperative sociali, a causa del blocco dei pagamenti, attendono circa 20mila euro, coinvolti 5mila operatori che assistono oltre 20mila utenti tra cittadini anziani, minori o con disagi psico-fisici.
Anche i costruttori edili presentano i propri conti. Il presidente dell’Ance, Stefano Petrucci ritiene che tra rimborsi indiretti dovuti alle imprese di costruzioni da Ater e Asl, e quelli diretti di edilizia abitativa dovuti dalla Regione, in ballo ci sono complessivamente 50 milioni.

L. R.


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