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Società - Un libro bianco che racconta l′invalidità civile

Un libro bianco che racconta l’invalidità civile in Italia, è il frutto di un’indagine condotta dalla Fodazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, insieme ai rappresentanti di 62 associazioni appartenenti alla Fish (Federazione italiana superamento dell′handicap) e alla Fian (Federazione italiana associazioni neurologiche). A finanziare lo studio: il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

Matilde Leonardi, coordinatrice del progetto “Volontariato e disabilità” per conto dell′Istituto Besta e curatrice del volume, spiega: «si tratta di una ricerca porta a porta, siamo andati a casa delle persone certificate come invalide per raccogliere le loro storie individuali e per capire come vivono».

Intervistate 742 persone su un campione di 2.208 soggetti selezionati. Di queste 636 sono adulte, le restanti sono minori di 18 anni. L′età media degli adulti risulta pari a 47,6 anni. Tra gli intervistati i minorenni hanno frequentato mediamente quattro anni di scuola, mentre la scolarità media per gli adulti è di 10,4 anni. Solo il 13,2% degli invalidi intervistati dichiara di aver frequentato l′università o di essere in possesso del diploma di laurea.

Nei minori le patologie prevalenti sono i disturbi psichici incluso il ritardo mentale (25,5%) e le malformazioni congenite (20,8%). Negli adulti, invece, risultano più frequenti le malattie del sistema nervoso e degli organi dei sensi (31,3%), i tumori (19,8%) e i disturbi psichici incluso il ritardo mentale (11,5%).

La famiglia è il punto di riferimento fondamentale nella vita delle persone invalide. Il 78% delle persone intervistate ha indicato la famiglia ristretta come "facilitatore sostanziale" rispetto alle relazioni e al sostegno sociale. Soltanto il 23,7% dei soggetti invalidi è in contatto con un′associazioni di persone con disabilità.

Riguardo la vita lavorativa, l’indagine mette in luce un 27% di intervistati con un lavoro autonomo o dipendente. Per la maggior parte degli invalidi le fonti di reddito sono altre. Per l′11,6% del campione la fonte principale di reddito è costituita dal partner, per l′16,5% dalla famiglia di origine, per il 6,6% dai sussidi e per il 53,6% dalla pensione.

L. R.

Foto tratta dal sito Flickr; autore: Bunnyandcoco


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