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Ragazzi – L’alcol in Europa: una piaga fra i giovanissimi

cocktail

 

L’alcol uccide: non è il titolo di una campagna di sensibilizzazione, ma una certezza, un problema che in Europa miete vittime, anche e soprattutto fra i giovani. Ogni anno nell’Unione Europea l’alcol è responsabile della morte di ben 195 mila persone, per una gamma varia e articolata di patologie e cause, come incidenti stradali, omicidi, suicidi o cirrosi epatica, patologie neuropsichiatriche e depressione e cancro (tra cui 11.000 casi di cancro alla mammella). Nel territorio Ue si può attribuire all’alcol il 25% della mortalità giovanile fra i giovani di sesso maschile e il 10% fra le ragazze. Su 26 fattori di rischio per la salute, individuati nell’Unione Europea, l’alcol si piazza al terzo posto, preceduto solo da tabacco e ipertensione.

 

In Italia il fenomeno desta delle preoccupazioni. L’età in cui i giovani si avvicinano all’alcol è la più bassa in Europa: fra gli 11 e i 15 anni. Si diffonde inoltre la cultura del consumo di drink alcolici lontano dai pasti. Presi in carico dai Servizi alcologici territoriali del Sistema sanitario nazionale 61.656 soggetti alcol dipendenti, in aumento del 9,6% rispetto a quelli del 2005. Il 75% riguarda persone tra i 30 e i 59 anni; il 15% giovani al di sotto dei 30 anni.

In Italia i consumatori giornalieri di alcol sono il 31%, con un aumento della percentuale di diagnosi di cirrosi epatica alcolica nei ricoveri ospedalieri. Cresce anche il numero di giovani utenti dei servizi pubblici per l’alcoldipendenza del Sert: come emerge dai dati rilevati dal Ministero della Salute, nel 2005 i minori di 20 anni rappresentano lo 0,7% dell’utenza (contro lo 0,6% del 2004) e i giovani fra i 20 e i 29 anni ne rappresentano l’11% (contro il 9,8% del 2004).

 

C. I.

 

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