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Turismo sociale - Si parte con 12 località italiane

22.01.2009 | immagine decorativa 2 | Invia ad un amico | Stampa

 

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Dopo l’istituzione del progetto «Codice Argento» (in via di sperimentazione dai prossimi mesi nei Pronto Soccorso di quattro regioni italiane) il governo propone una iniziativa per proporre un turismo alla portata di tutti.

A parlarne è il sottosegretario al ramo, Michela Vittoria Brambilla, durante la sua audizione in commissione Attività produttive della Camera.

La nuova proposta è a favore del turismo sociale e accessibile: un campo ancora insufficientemente esplorato all’interno delle cosiddette discipline turistiche, che necessita di essere approfondito perché si possa effettivamente parlare di sistema di welfare e soprattutto di qualità della vita. Un turismo che sia aperto ad una fascia di popolazione allargata, in grado di rispondere a bisogni diversificati: svago, sport, tempo libero, relazionalità, vivere l’ambiente e soprattutto socializzazione.

Le persone con esigenze specifiche come anziani, diversamente abili o persone con problemi di salute specifici, necessitano di particolari comodità ed agevolazioni. Da qui l’idea di liberare dalle barriere architettoniche 12 località del Bel Paese a vocazione turistica, 6 marittime e 6 montane, in cui  appunto avviare un «adeguamento strutturale» volto a creare ambienti, strutture e spazi tarati per le esigenze di tutti.

L′onorevole Brambilla, nell’illustrare le linee programmatiche del governo nel settore del turismo, chiarisce che il progetto vuole incoraggiare una «destagionalizzazione del turismo italiano, puntando su nicchie di mercato come il turismo congressuale, quello termale legato al benessere e non per ultimo quello sociale».

M.S.


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Commenti

Re: A quando tutta l′Italia?
scritto da Renato - 06.02.2009
Ahahaha. Bella questa antica novella bavarese. La storia d′amore tra Berlusconi e la Brambilla era perciò già scritta
A quando tutta l′Italia?
scritto da luciano ardoino - 05.02.2009
Questa brillante trovata mi ricorda una novella fantastica della Baviera dove viveva un giovane portatore di handicap.
Il suo nome immaginario è Icid Ozzachec che caduto distrattamente da cavallo è costretto a vivere su di una sedia a rotelle fino alla fine dei suoi giorni terreni e vive in un castello vicino alla foresta nera con al seguito una corte di servitù che sfiora le 20 presenze giornaliere. Questi domestici non erano totalmente, anzi per niente, al servizio del buon Icid Ozzachec perchè dovevano prestare la loro massima attenzione alla matrigna, tale Allib Marb, che aveva fatto porre dei cordoli alle entrate di tutte le 300 stanze del castello per impedirne l’accessibilità al figliastro.
Il padre di Icid Ozzachec, conte, duca, barone, principe, re, papa e quant’altro di nome Inocsulreb, scocciato dal fatto che il prediletto non riusciva neanche ad espletare i propri bisogni personali senza l’aiuto della servitù, impose alla moglie l’ultimatum di liberalizzare almeno qualche accesso per permettere al figlio di andare almeno a fare pipì e popò. Forte anche del fatto che le leggi di quel paese imponevano la totale eliminazione delle barriere architettoniche, istituì un comitato generale per convincere l’arpia, nonché moglie Allib Marb, ad esaudire il suo desiderio, quello della servitù che ovviamente parteggiava per Icid Ozzachec e quindi dello stesso sventurato.
Fu quindi tolto il cordolo per accedere ad un bagno dei 25 del castello e da allora il buon Icid Ozzachec può fare i propri bisogni senza che nessuno debba aiutarlo.
Storia triste quella di Icid Ozzachec che mi provoca un immenso disgusto.
Resta quindi la considerazione che provo le stesse sensazioni nel leggere che adesso i portatori di handicap potranno finalmente andare in vacanza in ben 12 località balneari e montane senza avere problemi di sorte. Almeno a fare pipì e popò!
Ma che bella propaganda politica!
Grazie.

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