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Turismo accessibile – I limiti delle guide secondo i disabili

 

«Indicare il bollino verde, giallo o rosso sulle guide turistiche per i disabili serve a poco. Se sono in carrozzella ho bisogno di sapere quanti centimetri è larga la porta del bagno per capire se ci posso entrare, o quanti gradini ci sono per arrivare all′ascensore, o quanto è distante il parcheggio e se funziona il montascale. Misure, distanze, numeri precisi», questo il commento, non polemico ma orientato agli utenti, di Gabriele Favagrossa di Aias Milano Onlus, un′associazione che si occupa  anche di turismo accessibile.

In un momento in cui l’espressione “turismo accessibile” sembra essere divenuta un must per chi si occupa di sociale, e gli annunci di progetti per facilitare l’accoglienza turistica dei disabili si moltipicano, compresa la pubblicazione di guide ad hoc, diamo voce anche alle critiche costruttive, che diano indicazioni utili a chi le guide le scrive ma la disabilità non la vive.

L’Aias, per esempio,  lavora da molti anni alla raccolta di queste informazioni sulla città di Milano, inviando dei rilevatori nelle strutture ricettive della città a fare lo screening di alberghi, musei. In questo caso «il problema è che spesso questi strumenti rimangono diffusi e confinati a livello locale. - spiega ancora Favagrossa - Servirebbe un coordinamento che li metta insieme e che si serva delle competenze tecniche degli esperti in disabilità e di tutti i dati che hanno raccolto finora».

«Le guide turistiche per disabili sono un buono strumento, che però non mi convince del tutto. - dice Franco Bomprezzi, giornalista e scrittore disabile - L′ideale sarebbe che quelle indicazioni fossero inserite dentro le guide normali o piuttosto che ci fosse un sito web che le raccolga tutte e che garantisca un aggiornamento costante del grado di accessibilità delle strutture censite. Il problema delle guide è ambiguo: le associazioni chiedono da tempo che siano fornite maggiori informazioni di questo genere, ma all′interno delle guide normali. Inoltre l′accessibilità di un albergo o di qualsiasi struttura cambia o si deteriora in fretta. Quello che funzionava tre anni fa adesso magari non funziona più, si è rotto, non è più a norma. E infine ecco un altro aspetto: si tarano quasi sempre queste rilevazioni su chi è in sedia a rotelle, ma questo non è sufficiente. Chi viaggia con la carrozzella elettrica ha esigenze diverse da chi si muove con quella a mano, e inoltre non vengono mai considerate le altre disabilità. Quelle relazionali o sensoriali».

 

Fonte: Superabile

 

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