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Sfruttamento Minorile - Ogni anno 1,2 milioni di giovani schiavi

«La loro protezione è nelle nostre mani». Questo il titolo con cui Ecpat international ha presentato il suo ultimo rapporto, esito di una indagine condotta a livello globale sulla tratta di minori e le altre attività criminali a loro danno. Sono 1,2 milioni i bambini oggetto di sfruttamento sessuale, prostituzione e lavoro minorile. Un fenomeno che non conosce frontiere e che accomuna Paesi molto differenti per cultura, condizioni economiche e politiche. Le destinazioni sono concentrate nelle aree più ricche del globo, anche se il rapporto mette in luce la frequenza dei trasferimenti interni, tra regioni limitrofe. In fumo anche la convinzione secondo cui le vittime provengano dagli Stati meno sviluppati, perché a crescere sono anche i casi di sfruttamento virtuale o telematico.
Dal 2003 il numero dei minori coinvolti in attività illecite è cresciuto dal 15 al 22 per cento. Un dato positivo se guardato dalla prospettiva dell’aumento dei controlli e delle denunce, ma drammatico per la conferma del trend sempre in ascesa. Ed è crisi anche per le azioni di contrasto alla tratta perché, denuncia l’Ecpat, da un lato si registra un ridimensionamento degli aiuti umanitari e dei fondi destinati alla cooperazione, dall’altro la recessione economica globale si ripercuote sull’occupazione e «aumentano le bambine che abbandonano la scuola».L’alternativa spesso è la prostituzione che coinvolge anche i bambini maschi, scalzando il luogo comune della naturale destinazione al lavoro nero.
L’Europa non è esente da responsabilità. Il rapporto rileva come l’allargamento a 27, con l’apertura ai Paesi dell’Est, abbia determinato un impatto sensibile sul fenomeno, incoraggiando i flussi. Come in ogni economia di mercato, però, l’offerta è legata alla domanda: «Non viene soltanto da pedofili», chiarisce il dossier «ma è generata in maniera consistente da chi paga in cambio di prestazioni sessuali». Serve quindi una cultura che stigmatizzi queste condotte; una legislazione efficace contro i clienti. Il loro profilo varia tra giovani, sposati, non sposati, professionisti e non. Insieme compongono una sagoma indistinta contro la quale gli Stati hanno obblighi specifici di intervento. Entro il 2012, promette l’organizzazione, si forniranno i risultati del monitoraggio globale proprio sull’azione delle nazioni.

M.S.

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