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Scuola - Il no delle private ai ragazzi disabili



Svolta un′inchiesta riguardo il no delle scuole private all′inserimento di ragazzi disabili. A svolgerla, l′Agenzia Dire e Redattore Sociale.
Secondo l′indagine, svolta telefonicamente, molte sono le scuole private che non accettano, chi per un motivo chi per un′altro, i ragazzi portatori di handicap. I dirigenti delle scuole paritarie che non accettano alunni con disabilità agiscono in contrasto con la legislazione vigente e corrono un grosso rischio: la perdita per la loro scuola dello status di ′paritaria′. A prevederlo è un decreto ministeriale (il n. 83) firmato dal ministro Mariastella Gelmini il 10 ottobre 2008: un documento che partendo dalla legge 62/2000 sulla parità scolastica e il diritto allo studio, contiene le Linee guida che regolano le modalità per il riconoscimento della parità scolastica e per il suo mantenimento. Un testo chiaro, che dovrebbe essere ben conosciuto anche da quelle scuole che in barba alla legalità negano invece (implicitamente o esplicitamente) un diritto fondamentale del cittadino.

A procedere alla verifica della completezza e della regolarità delle dichiarazioni e dei documenti prodotti dalla scuola è l′Ufficio scolastico regionale. A questo stesso ufficio, una volta ottenuto lo status di ′paritaria′, i gestori delle scuole dovranno dichiarare di anno in anno ′la permanenza del possesso dei requisiti richiesti′. Se però l′Ufficio scolastico regionale accerta a seguito di una sua verifica ispettiva che esiste una ′carente rispondenza delle situazioni di fatto ai requisiti di legge′, la scuola viene invitata a ritornare nella legalità entro il termine di 30 giorni. Se ciò non accade, ′l′Ufficio scolastico regionale provvede alla revoca della parità′, che ha sempre effetto dall′inizio dell′anno scolastico successivo a quello in cui è disposta. Per la revoca dello status di scuola paritaria è sufficiente la ′perdita anche di uno solo dei requisiti′ previsti dalla normativa.
Dal mondo delle associazioni non profit, Salvatore Nocera, vicepresidente Fish e responsabile dell’Osservatorio della Fish sull’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, dichiara che le scuole sono obbligate ad accettare l′iscrizione degli alunni con disabilità; l′Anffas precisa che "è meglio iscrivere i ragazzi nelle scuole pubbliche" e che i genitori che si vedono negare l′accesso del proprio figlio nelle scuole private devono denunciare la scuola alla Procura della Repubblica.

M.A.
fonte: Vita

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