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Roma - No alla chiusura delle 54 case famiglia!



Approvata da tutti la mozione a sostegno delle 54 case famiglia che rischiano di chiudere a Roma. Daniele Ozzimo, primo firmatario, nonchè vicepresidente della commissione politiche Sociali del Comune di Roma, propone di prevedere, nel prossimo assestamento di bilancio, lo stanziamento necessario per adeguare le rette all′indice Istat e al costo del lavoro. Non è stato fatto l′adeguamento delle tariffe, ferme al 2007, e il riconoscimento del nuovo Contratto collettivo nazionale del lavoro per la cooperazione sociale; tutte richieste fatte dalle strutture al Comune di Roma, ma che non sono state accolte.

«La mozione - ha spiegato Ozzimo - impegna il sindaco e la Giunta a prevedere per il prossimo assestamento di Bilancio lo stanziamento necessario all′adeguamento delle rette all′indice Istat (oltre 2 mln di euro) e al costo del lavoro e a prevedere uno stanziamento a copertura delle accresciute esigenze di assistenza delle persone con disabilità che vivono nelle case. L′ultimo adeguamento Istat risale al 2007, il Ccnl (Contratto collettivo nazionale del lavoro) delle cooperative sociali è rimasto ancorato al 2004».
«Tutto ciò negli anni è divenuto economicamente insostenibile per le cooperative sociali e per le stesse case famiglia che realizzano ogni giorno un futuro per tante persone spesso sole o con genitori non più in grado di potersi occupare di loro. A sostegno di queste straordinarie esperienze nel luglio scorso, in occasione dell′approvazione del Bilancio 2010, è stato approvato un emendamento che consente dal 1 gennaio 2011 la completa esenzione dal pagamento della Tari per le case famiglia che ospitano persone disabili e minori».

Fonte: SuperAbile

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