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Sicilia - Legacoop e Confcooperative per un progetto di welfare



Da tempo le cooperative siciliane chiedono all′amministrazione catanese un progetto che sia funzionale ai reali bisogni sociali dei cittadini.
Ora sembra che le richieste di collaborazione delle coop siano state accolte Giuseppe Giansiracusa e Gaetano Mancini, rispettivamente Presidenti di Legacoop Catania e Confcooperative Catania, dichiarano: «Siamo pronti al confronto con l’Amministrazione per una progettualità nel welfare che consenta di fare fronte alle minori disponibilità di risorse, ma prevalgano il buon senso, la tutela degli assistiti, il riconoscimento dei meriti oggettivi. E tra questi non può essere ignorata la funzione che la cooperazione, piaccia o non piaccia, ha fin qui svolto in termini di funzionale cerniera di trasmissione dell’azione di assistenza sociale comunale verso i soggetti deboli della città».
Il lavoro da fare è grande, arduo e tanto: il nuovo progetto deve puntare a superare le avversità di un territorio già in difficoltà, «senza provocare disagi all’utenza assistita, senza mettere a rischio l’occupazione, senza smantellare quanto di buono si è fatto».
Invece, negli ultimi tempi, secondo quanto riferiscono i due presidenti, l′atteggiamento dell′amministrazione sembra fare retromarcia, venendo meno ai loro compiti sociali: «Un caso emblematico è quello dell’assistenza igienico personale ai minori diversamente abili nelle scuole. Il mancato approntamento per tempo del bando da parte della macchina burocratica comunale fa si che oggi, ad anno scolastico avviato, non si sa ancora chi saranno i soggetti che dovranno erogare tale servizio, come quindi si dovranno assistere i minori e quali saranno gli effetti indotti. Se ciò fosse successo in una azienda privata avrebbe certamente provocato provvedimenti disciplinari per i responsabili. Succederà lo stesso al Comune? E’ lecito dubitarne».
A pagare, ora, sono i 78 operatori che rischiano di perdere il lavoro.
Secondo il comune la soluzione ideale sarebbe quella di far assumere il personale direttamente dalle scuole, dilatando i tempi a causa di una necessaria modifica del regolamento comunale da parte del Consiglio Comunale e l’approntamento di un bando per il reclutamento degli operatori.
Legacoop Catania e Confcooperative Catania chiedono, dunque, al comune «di evitare percorsi incomprensibili e tortuosi, di scegliere la strada lineare che è quella di predisporre prontamente il bando di gara per l’affidamento dei servizio di assistenza igienico personale garantendo i servizi all’utenza assistita, evitando di escludere la cooperazione sociale dal processo di erogazione dei servizi, evitando di mettere a rischio il posto di lavoro degli operatori attualmente impegnati».
Ma questo non sembra essere l′unico caso "tortuoso"; un′altra emergenza è rappresentata dall′assistenza domiciliare: l′ultimo bando emesso dal Comune di Catania risale al 2005, facendo sì che la graduatoria stilata sei anni fa è del tutto esaurita.
Sono forti le critiche delle cooperative sociali catanesi, critiche che rivelano uno stato sociale davvero in difficoltà, fatto più di burocrazia che di assistenza alla persona.

Fonte: Legacoopsociali

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