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Terzo settore - Stipendi bassi e turnover dei giovani manager



L′Osservatorio sulle risorse umane nel no profit, della Fondazione Sodalitas, ha conotto un′indagine nel comparto del lavoro no profit.
Durante la conferenza del 23 ottobre a Venezia, sono stati presentati i risultati della ricerca: difficoltà a trattenere i giovani professionisti, retribuzioni più basse rispetto al settore profit e forte turnover.
Sono state prese in esame ben 79 organizzazioni di cui il 43% associazioni, l′11% fondazioni, il 19% cooperative di tipo A, il 6% consorzi di cooperative sociali, il 5% cooperative di tipo b e il 16% ong.
Ne è emerso che il no profit è un settore a prevalenza femminile, mentre la distribuzione dell′età mette l′accento sulla fascia 30-45 anni: su 100 dipedenti, 26 hanno 29 anni, 61 tra i 30 e i 45, 12 tra i 45 e i 65, 1 oltre i 65; un primo indizio, questo, della difficoltà a trattenere gli young professional e a curare lo sviluppo dei quadri intermedi.
Elevato in termini assoluti e decisamente più accentuato rispetto al settore profit, il turnover: +21% in entrata, +10% in uscita.
Un dato che, secondo quanto affermato nella ricerca, si può spiegare solo in parte con dinamiche specifiche del settore come i passaggi di personale tra cooperative sociali dello stesso consorzio quando a una di loro viene assegnata una commessa pubblica particolarmente impegnativa.
Per quanto riguarda le scelte retributive, invece, le cooperative sociali si collocano al di sotto della media retributiva dell′intero settore, mentre le associazioni e le fondazioni, seguite dalle ong, sono quelle che adottano scelte di retribuzione più alte.
Le differenze possono essere fatte anche accostando il mondo del profit a quello del no profit: fatta 100 la media del profit, la finanza paga 41 punti in più gli impiegati e 152 punti in più i dirigenti. L′industria e il commercio 24 punti in più gli impiegati e 139 in più i dirigenti.
Quanto emerso alla ricerca, dunque, mira mettere in evidenza le pecche e a migliorare i lati positivi del mondo no profit. Gli obiettivi dovrebbero essere quelli di trattenere i giovani professionisti, far crescere i quadri intermedi che possono farsi carico dello sviluppo dell′organizzazione, lavorare sui percorsi di carriera (competenze, ruolo, retribuzione), introdurre criteri di valutazione della performance, differenziare la retribuzione in base al merito e promuovere lo sviluppo della leadership.


Fonte: Dire

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