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Rirei - Pino Bongiorno a Radio Radicale



Radio Radicale ha intervistato Pino Bongiorno, responsabile di Legacoopsociali Lazio, sul caso del Rirei, il Consorzio di cooperative sociali riabilitazione e reinserimento.
La questione riguardante la gestione di questo consorzio e i relativi centri, dislocati tra Roma e provincia, è fonte da tempo di controversie e denunce: il dossier riguardante questa annosa vicenda è stato riportato in una mozione presentata dai consiglieri radicali, della Destra, Fds e Verdi della Regione Lazio, finalizzata alla revoca dell’affidamento al Consorzio Rirei dei sei Centri ex Anni Verdi (Onlus).

A favore dei centri, che ospitano oltre mille utenti disabili con patologie gravi e in cui sono impiegati più di cinquecento operatori, il 15 marzo, ai microfoni di Radio Radicale è intervenuto il presidente di Legacoopsociali Lazio, mettendo l′accento sull′eccessivo accanimento con cui vengono effettuate le ispezioni: «Dal 2006 ad oggi il centro di Santa Severa è stato oggetto di oltre 40 verifiche», spesso frutto di «iniziative private, interpellanze e campagne diffamatorie».
«Su quei centri - ha affermato Bongiorno - si sono scatenati degli appetiti mai placati: nessun′altra struttura ha ricevuto pari trattamento».
La determina della Regione Lazio del 2 luglio 2009, invece, non è mai stata portata a compimento perché si fonda su «un verbale dei Nas del 2008 che non esiste».

Esisteva, invece, un verbale del 2005, che però è da attribuirsi al precentente gestore, (la cooperativa Anni Verdi - ndr) e comunque, sottolinea Bongiorno, si tratta di un rilievo inesistente "perché stato sanato nel tempo".
«Dopo ben 40 verifiche, ispezioni e procedimenti aperti, se non si è arrivati a nulla, vuol dire che nulla c′è», ma, puntualizza il Presidente, «non è facile lavorare in tranquillità con questo clima».
E allora l′auspicio è quello che, nelle sedi competenti, venga fatto «il punto su tutte queste verifiche, ispezioni e procedure aperte».
Per portare a termine la questione «ci si dica chiaramente quali sono le cose che vanno sanate, siamo disposti a investire ulteriori risorse».

Ma se si dovesse cedere solamente perché ci sono altri interessi in gioco, afferma chiaramente Bongiorno, «questo non potrà avvenire».
Lo scorso 19 marzo, comunque, il Consiglio regionale del Lazio ha respinto la mozione che avrebbe dovuto impegnare la Giunta a intervenire nella questione.

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