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Manovra - Tagli alle agevolazioni fiscali per le coop



Ieri il Governo sembra aver definito l′ennesima modifica alla manovra finanziaria di ferragosto; l′ultima in ordine di tempo punta il mirino contro l′elusione fiscale e le agevolazioni per le imprese di tipo cooperativo. Nel primo caso si tratta di maggiori controlli verso la costituzione di società di comodo, alle quali intestare beni; nel secondo si vogliono ridurre sgravi fiscali per coloro che operano in un mercato dove a concorrere ci sono anche altri tipi di imprese, che, giuridicamente, non si avvalgono di alcuna agevolazione. E′ il caso, per esempio, della grandi cooperative che operano nel campo della distribuzione alimentare e dell′edilizia.

Secondo Marino, presidente dell′Alleanza delle Cooperative Italiane, che giudica quest′emendamento una vera e propria "cattiveria" con la quale si vogliono colpire politicamente delle persone, i numeri annunciati dal governo non corrispondono a realtà, e, per di più, non sono ritenuti incidenti in nessuna maniera in una manovra da 45 miliardi di euro. Ma il mondo delle cooperative, uno dei pochi che in tempi di crisi è riuscito ad aumentare fatturato ed occupazione, comprende anche tutte quelle società che prestano servizi legati ai bisogni della persona, congiuntamente all′ambito socio-sanitario.

E dunque: a pagare dazio saranno anche loro? Ciò appare ancora molto poco chiaro, così come poco chiari sono i numeri relativi agli introiti per lo stato, a seguito dei tagli delle suddette agevolazioni. Nel 2001, nella manovra finanziaria emanata dallo stesso ministro Tremonti, fu chiaro che i benefici fossero rimasti attivi solo per le cooperative sociali, trattando le altre come normalissime aziende, che concorrono in un regime di libero mercato. Oggi questo non è più così chiaro!

Alessio Cormio

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