Accesso rapido

Domenica, 19 Novembre 2017

menu accessibilità

A | A | A | normale | alto contrasto | solo testo

Accesso area riservata

Iscriviti alla nostra
newsletter

menu secondario

Infosociale

Riscontrato errori durante la navigazione sul sito?
Aiutaci a eliminarli.
Clicca qui

Focus

Tivoli - 22 maggio 2016

Servizio Civile 2015 - L′elenco dei selezionati

Ultimi 10 commenti

nessuno 20-10-2017, ore 19:02 scritto da calogero contino
Informazioni 09-10-2017, ore 09:15 scritto da Monica
EMOtional 25-09-2017, ore 14:19 scritto da Cassandra
Emo 2017 24-09-2017, ore 09:18 scritto da Matti
Licenza media 23-08-2017, ore 11:37 scritto da Ned
educatore professionale 18-08-2017, ore 11:55 scritto da Michela
Amico Grande 07-06-2017, ore 22:20 scritto da L.P.
OSS 31-05-2017, ore 20:55 scritto da morena
Dove sei 05-05-2017, ore 18:49 scritto da Laura
Pregi e Difetti 24-04-2017, ore 17:18 scritto da Angelo

contenuto

News

 | Torna all'elenco
Condividi anche su: vota su OKNotizie vota su Diggita fav this with Technorati

Cooperative sociali - La crisi si fa sentire



Dal 2007 - data della prima rilevazione dell’Osservatorio Isnet – ad oggi, le organizzazioni che lamentano difficoltà sono aumentate del 23.7% (15,3% contro 39%), mentre le cooperative sociali che dichiarano un andamento in crescita sono diminuite di 19 punti percentuali (44% contro 25%). Delle organizzazioni che hanno dichiarato una condizione di difficoltà nel 2010, ben il 55,1% afferma che il 2011 sarà ancora un anno difficile. Complessivamente il 39.8% prevede un 2011 in difficoltà.

Nei rapporti con gli enti pubblici (Ausl, Cciaa, ecc.), sono diverse le organizzazioni che sempre più cambiano le proprie strategie d′impresa per via delle stagnanti condizioni delle amministrazioni ed alcune cooperative sociali - soprattutto attraverso i consorzi di cooperazione sociale - vedono nelle aziende private un interlocutore alternativo. Anche gli indici di relazione con le altre organizzazioni del terzo settore sono praticamente invariati: dato quest′ultimo, che congiunto al precedente, conferma la correlazione positiva tra andamento economico complessivo e capacità relazionale con la rete degli stakeholder.

Il 41,9% delle organizzazioni che ha aumentato in modo soddisfacente le proprie relazioni ha registrato un andamento economico in crescita, contro il 9,2% delle organizzazioni che ha diminuito i rapporti. Rispetto alle precedenti edizioni della ricerca Isnet, emerge tuttavia che anche questi segmenti, nonostante la dinamicità relazionale, cominciano a risentire del perdurare della crisi economica (le organizzazioni in difficoltà sono in leggero aumento tra quelle con gli indici relazionali più alti). Crisi economica che evidenzia anche l’impossibilità di mantenere alta, in modo continuativo la creazione di valore, in virtù del processo d′innovazione.

Gli indici erano alti a inizio crisi (2008) ma sono andati gradualmente scendendo negli ultimi anni. L’area di maggior interesse resta quella relativa alle iniziative di miglioramento organizzativo e ottimizzazione dei processi: sono queste infatti che permettono meglio di ridurre i costi, quindi ristabilire equilibrio rispetto ai minori ricavi provocati dalla crisi economica in atto. L’indice di innovazione generale si attesta su valori più bassi rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio (1,45 contro 1,94). Tuttavia sono sempre le organizzazioni di recente costituzione a presentare gli indici più alti.

Tra le imprese in crescita gli indici di innovazione assumono i valori più alti. E dunque, nonostante l′aumento del grado di soddisfazione dei consolidati rapporti con pubblico, privato ed altre associazioni, il prolungarsi della crisi sta mettendo a dura prova anche le organizzazioni con alta capacità relazionale, quelle che hanno fatto sempre registrare le migliori performance. L’ente pubblico è un interlocutore per un numero sempre minore di organizzazioni e la normativa sull’impresa sociale non rappresenta un’opportunità per affrontare la crisi. Le organizzazioni che meglio prevedono di superare la crisi sono, tra le coop sociali di tipo A, quelle operanti con utenza mista, mentre tra le coop sociali di tipo B, quelle attive con servizi e prodotti “a mercato”.

Documenti
Rapporto Isnet .pdf [231 kb]

Tag associati

Scrivi il tuo commento


in questo caso l'e-mail è obbligatoria)

Gli articoli più letti del mese

Gli articoli più letti di sempre

Ricerca nel sito

Eventi

Parsifal

Le nostre coop

Lavoro e formazione

Opportunità nel sociale

Recensioni

libri, riviste, film, rapporti e ricerche sul sociale

  • La mia ′ndranghetaLa mia ′ndrangheta

    La sfida della «signora Malaluna» ad una delle più potenti ed efferate organizzazioni...