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Welfare - Legacoopsociali: ′Il 2012 sarà drammatico′



Dopo aver celebrato i venti anni della legge 381/91, con cui, è bene ricordarlo, "le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l′interesse generale della comunità alla promozione umana e all′integrazione sociale dei cittadini, attraverso: a. la gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi; b. lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali, o di servizi - finalizzate all′inserimento lavorativo di persone svantaggiate", Legacoopsociali, ha riuntito mercoledì 9 nevembre l′assemblea nazionale dei delegati, per affronare la delicata situazione che va delineadosi per il welfare italiano nell′anno che verrà. Non usano mezzi termini o giri di parole i presenti all′assemblea: "Il 2012 sarà un anno drammatico per il welfare italiano!" «A fronte di risorse che vengono sempre meno – ha dichiarato Paola Menetti, presidente nazionale Legacoopsociali – bisogna rilanciare il nostro sistema. Chiediamo un’audizione ad Anci e Conferenza delle Regioni un confronto di merito sulla situazione nei territori e sulle prospettive. In tal senso l’assemblea ha approvato l’ordine del giorno per una lettera-appello alle istituzioni di ogni livello e agli organi d’informazione sul futuro del welfare».

A lanciare l’allarme per il prossimo anno è stata l’assessore alle politiche sociali della Regione Lguria Lorena Rambaudi: « Non c’è stato un metodo sul decreto delega di riforma dell’assistenza – ha affermato Rambaudi – con il mancato coinvolgimento di Regioni e Comuni. Come assessori regionali alle Politiche sociali siamo di fronte a una situazione grave di tagli e a un 2012 drammatico per tutti gli enti locali Se poi si cambiano anche le regole diventa tutto molto difficile: questo decreto ci porta indietro perché il linguaggio usato è simile alla legge Crispi. Si pensa che i servizi sociali debbano tornare alla beneficenza e questa è una sconfitta di tipo culturale. L’unica cosa che dovrebbe fare il Governo sono le norme essenziali per le prestazioni: è il nodo centrale con cui fare un percorso con il Terzo settore».

Dal presidente della Fondazione Con il Sud, Carlo Borgomeo, è arrivata la proposta di un un modello di welfare diverso: «Se qualcuno pensa che i servizi è cosa di cui parlare dopo aver sistemato i conti – ha sottolineato Borgomeo – è un errore clamoroso. Il sintomo di un Paese che non ci piace è arrivato con il tentativo del ministro dell’Economia di eliminare il 5xMille. Bisogna rovesciare offerta e domanda, non essere più una ruota di scorta. Un welfare diverso avviene con un tavolo a tre: pubblico, terzo settore e privato sociale (le Fondazioni). Bisogna sviluppare la rete tra questi soggetti perché il progetto politico è troppo forte».

Fonte: Legacoopsociali

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