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Iva – Le coop restano ancora in allerta


Nonostante sembra sia cessato l’allarme per l’innalzamento dell’Iva al 10%, il mondo delle cooperative sociali rimane in allerta.
“Finchè non c’è nulla di scritto, non si abbassa la guardia” dicono Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali e Giuseppe Guerini, presidente di Federsolidarietà e portavoce dell’Alleanza delle cooperative sociali.
Una storia questa dell’aumento dell’Iva per le coop sociali dai molti risvolti. Inizialmente inserita nel Ddl di stabilità, poi apparentemente tolta dal testo ed ora sospesa in bilico con la riserva che potrebbe ripresentarsi nel 2014 qualora l’Unione europea lo ritenesse necessario.
Da Bruxelles è stato infatti richiesto un chiarimento riguardo i regimi d’Iva attualmente in atto per le coop sociali. Il rischio è quello di incorrere in sanzioni disciplinari che potrebbero portare ad un definitivo aumento dell’Iva dal 4 al 10%.
“Serve una maggiore determinazione a difesa del sistema italiano – dichiara Guerini -. Non è dignitoso che ogni richiesta dell’Ue si trasformi in un ordine da eseguire. Si deve cercare la soluzione rispondendo all’Unione Europea, che non ha aperto una procedura di infrazione, ma ha solo chiesto chiarimenti, sulle motivazioni e il valore del regime Iva in vigore in Italia e far comprendere che le coop sociali possono essere fondamentali per far ripartire l’economia reale. Invece, così facendo, si scaricherà il problema sul governo che verrà. L’anno prossimo, di questi tempi, saremmo al punto di partenza. E questa non é una soluzione”.
Una situazione dunque che potrebbe precipitare da un momento all’altro, portando all’aumento dell’Iva sulle prestazioni rese dalle cooperative sociali ai cittadini. Un aumento di spesa che di riflesso ricadrà per il 70% sulle amministrazioni pubbliche e per la restante quota sulle famiglie.
Ma la storia non finisce qui, l’aumento di sei punti percentuali dell’Iva infatti è accompagnata dalla richiesta che il Governo fa alle pubbliche amministrazioni di diminuire del 10% i contratti con i fornitori, quindi anche con le cooperative sociali. “Una situazione insostenibile – dice Paola Menetti - . Per le amministrazioni significa calare certamente i servizi ai cittadini. Per le cooperative sociali, invece, significa calare le attività e contestualmente avere un problema di esuberi occupazionali da un giorno all’altro mettendo a rischio l’occupazione di migliaia di persone”.

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