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Censis – Le coop rispondono positivamente alla crisi


È stato presentato ieri a Roma il I Rapporto sulla cooperazione in Italia realizzato dal Censis su richiesta dell’Alleanza delle cooperative. L’indagine permette di delineare un quadro dettagliato del sistema cooperativo e del suo peso nell’economia italiana. Le cooperative, che sono in totale 80 mila con un milione e 350 mila occupati, stanno rispondendo alla crisi in maniera decisa: vi è stata una netta crescita occupazionale pari all’ 8% negli ultimi anni, con una crescita del 2,8% nei primi nove mesi del 2012. Il sistema cooperativo è stato capace non solo di garantire tenuta occupazionale ma anche in grado di costituire un bacino prezioso di nuove opportunità di lavoro. Il sociale è uno dei settori che ha maggiormente retto nei confronti della crisi, con un aumento degli addetti pari al 17,3% nel 2007/11 proseguito nel 2012 con un aumento del 4,3%. Il settore edile è quello che ha maggiormente risentito della crisi con un calo del 9,3% degli addetti.
La cooperazione è estremamente articolata con diverse tipologie di aziende al suo interno ma è il settore terziario a rappresentare la fetta più importante, con il 60,1% delle cooperative totali e con il 79,2% del totale degli occupati. In particolare è il terziario sociale a ricoprire un ruolo rilevante, rappresentando il 18% del totale con il 23,6% degli addetti. Per quanto riguarda la loro distribuzione territoriale esse sono ben inserite in tutto il territorio nazionale ma sono collocate soprattutto nel nord est, occupando il 30,7% degli addetti, rispetto al sud che invece ne occupa solo il 22%. La regione nella quale la cooperazione è maggiormente radicata è senza dubbio l’Emilia Romagna che contribuisce al 13.4% dell’occupazione totale.

Buona parte dell’indagine è incentrata sul rapporto delle cooperative con la crisi: oltre al trend positivo dell’occupazione le cooperative in reali difficoltà sono soltanto il 17,7 % del totale, mentre il 40,2% sta vivendo una fase stazionaria, il 24,6% attraversa un periodo di consolidamento e il 17,4% sono in crescita. Gli ostacoli principali allo sviluppo sono i ritardi nei pagamenti da parte delle Pa, per il 34,4% delle cooperative, calo della domanda (32,3%), ritardi nei pagamenti dei privati (26%), il costo eccessivo di carburanti e energia, la mancanza di liquidità e l’eccesso nella burocrazia. Per quanto riguarda invece le previsioni per il 2013 le cooperative credono che sarà un anno stazionario e si preparano ad affrontarlo tramite una riorganizzazione interna dei processi di lavoro, un maggiore coinvolgimento dei socie e l’individuazione di nuove linee di produzione.
Un’ altra peculiarità del settore cooperativo è la partecipazione femminile: le donne sono il 52,2% degli occupati, e rivestono il 29,1% dei posti nei consigli d’amministrazione, soprattutto nel sociale. Nel rapporto si evidenzia inoltre che i valori e i fattori di competitività delle cooperative sono la fiducia con gli utenti e i consumatori (64%), il forte radicamento nel territorio (48,5%), la qualità dei prodotti e servizi offerti (35,5%) ed il coinvolgimento delle risorse umane (32,8%). Riconoscendo il valore delle proprie risorse umane le cooperative sono impegnate nel garantire la flessibilità nell’organizzazione del lavoro, nella promozione della crescita professionale tramite corsi di aggiornamento, nell’adozione di misure per conciliare il lavoro con la vita familiare soprattutto per le donne.
Le cooperative possono rappresentare quindi un modello di riferimento per il superamento della crisi: esse possono costituire un modello di riferimento in termini di tenuta occupazionale, oltre che promuovere un modo diverso di fare impresa con il valore centrale della persona e sviluppare modelli di gestione più orientati alla partecipazione degli utenti finali.

M.R.

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