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Iva - Anche l′Anci si schiera contro il provvedimento


Non solo le associazioni di categoria si stanno mobilitando per scongiurare il previsto aumento dell’Iva sulle prestazione dei servizi sociosanitari erogati dalle cooperative sociali alle pubbliche amministrazioni.

E’ di pochi giorni fa l’allarme lanciato dall’Anci (Associazione dei comuni italiani) che rafforza, in negativo, lo scenario dipinto dall’Alleanza delle cooperative.

L’Anci ricorda come, a fronte di un non aumento della capacità di spesa sociale nel 2014, l’effetto più immediato di tale provvedimento sarà quello di tagliare “servizi di inclusione sociale, mettendo inoltre in difficoltà centinaia di Cooperative con l’effetto di una ulteriore perdita di posti di lavoro”.

L’associazione dei comuni italiani, quindi, chiede a gran forza: “un intervento governativo volto a ripristinare l’IVA al 4% per le prestazioni di servizi socio-sanitari ed educativi resi dalle Cooperative sociali, in esecuzione di contratti d’appalto e di convenzioni in generale, che la legge di stabilità 2013 ha elevato al 10%”. Intervento che, secondo quanto auspicabile da Anci potrebbe arrivare già con una specifica previsione nella prossima legge di stabilità.

Per restituire un senso numerico al fenomeno in discussione ricordiamo che, secondo l’Alleanza delle cooperative, sarebbero 91mila in Emilia Romagna, 80mila in Lombardia, oltre 70mila in Piemonte, 42mila nel Lazio fino ad arrivare, sommando i dati delle altre regioni, a 500mila il numero degli utenti (in gran parte anziani non autosufficienti, diversamente abili e minori) che vedrebbero messi a rischi i servizi di assistenza sui quali hanno potuto contare sinora.

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