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Gaeta - Campo antimafia: con la cooperazione sociale si può fare!


#Sipuòfare al Campo antimafia. Si può pensare di strappare alla camorra un bene e farlo risorgere, dandogli una nuova produttività, che si fa valore aggiunto per l′intera comunità. #Sipuòfare è la convinzione che niente è impossibile, quando il bisogno di apportare un cambiamento sociale è preponderante, come nel film del 2008 ("Si può fare" appunto), in cui un gruppo di pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia, avviò una fruttuosa esperienza di lavoro cooperativo.
#Sipuòfare è stato l′hashtag del pomeriggio di formazione dedicato alla cooperazione sociale, a cura del Consorzio Parsifal.

Il responsabile della comunicazione, Toni Pironi, ha illustrato ai ragazzi del Campo antimafia come dal basso si muova la necessità di rispondere ai bisogni: proprio così nacquero le prime cooperative "sociali" agli albori degli anni ′80, quando gli ex pazienti si ritrovarono nuovamente "internati" in casa o emarginati per la loro inattività. Pian piano, però, la connotazione ammantata di vergogna che caratterizzava il malato mentale, iniziò a diradarsi per lasciar entrare un nuovo modo di concepire le cose: la disabilità poteva trasformarsi in una diversa abilità di fare, quindi anche di lavorare. Risorse sottratte alla società che invece potevano offrire un valore in più. A differenza delle imprese cooperative, infatti, quelle che si fregiano dell′attributo "sociale" hanno un intrinseco quid, che scaturisce proprio dalle peculiari finalità legate ai bisogni e al lavoro della collettività: si occupano delle persone più fragili e al loro interno possono trovare un′occupazione (o diventare soci) anche i soggetti svantaggiati.

Partendo dall′articolo 45 della Costituzione che riconosce la funzione sociale della cooperazione, si è arrivati alla Legge 328/2000, che promuovendo gli interventi socio-assistenziali, riconosce l′importanza delle cooperative sociali, quali operatori attivi nel risvegliare le potenzialità assopite di una comunità.
I ragazzi del Campo antimafia stanno facendo questo con i terreni confiscati: patrimoni, di cui la criminalità organizzata aveva privato il territorio, potranno tornare ad arricchirlo, grazie alla risposta di cittadini coscienti che hanno intercettato un bisogno.

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