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Disabilità – “ Dopo di noi”, i pazienti disabili nel cuore della legge

Mettere la persona con disabilità al centro della legge, tenere distinti il fondo per la non autosufficienza e quello per il “Dopo di noi”, sono questi alcuni temi emersi ieri a Roma durante l’audizione in commissione Affari Sociali alla Camera delle associazioni del mondo della disabilità Fish, Fand, Anfass, Fid e Ufha che hanno poi inviato un appello alla presidente della Camera, Laura Boldrini, affinché la legge sia approvata.

«La seduta è stata molto articolata e c’è stato un confronto proficuo tra i deputati e i rappresentanti del mondo dell’handicap,- ha commentato Ileana Argentin, parlamentare del Pd e prima firmataria di una delle proposte di legge attualmente in commissione. - Sono state due le questioni fondamentali prese in considerazione, la prima formale è stata l’esigenza espressa dalle associazioni di sostituire i termini “sostegno alle famiglie” con “sostegno alla persona disabile”. E’ stato giustamente sottolineato che non sono i familiari a dover essere tutelati”, ha proseguito, “ma i loro figli con deficit così come già prevedeva la mia proposta di legge senza però specificare. 
Sono pronta a sostituire la terminologia ma voglio evidenziare che, il Dopo di noi è una legge che riguarda tutti i disabili, sia fisici sia mentali, e deve comprendere la complessità al suo interno. E’ necessario, quindi, ricordare che i “diversi” sono diversi anche fra di loro e che la famiglie hanno un ruolo legato alle differenti patologie. Tutti, però, devono avere pari opportunità quando verrà a mancare il sostegno parentale”.
 La seconda questione, tratta in aula ha riguardato la necessità che il fondo per la non autosufficienza e il fondo per il Dopo di noi siano ben delineati e non contrapposti. 
«Io sono pienamente d’accordo sulla distinzione tra i fondi di bilancio», -  ha concluso la parlamentare del PD -  perché si rischierebbe, visto il decentramento regionale dell’assistenza, di avere figli e figliastri secondo il territorio in cui il disabile vive o potrebbe succedere che l’assistenza venga confusa con il diritto al Dopo di noi». 

Fonte: Agenparl

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