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Servizio civile - I volontari raccontano (1a tappa)


Per opportunità (di vita). Per scelta (che cambia). Per necessità (di fare).
Le motivazioni che spingono ad intraprendere il Servizio Civile possono essere tante e personali, così come varie possono essere le direzioni del cammino.
Lungo il percorso si fanno incontri diversi, ci si raffronta con mondi nuovi, si impara a guardare le cose da un’altra prospettiva. In modo autentico, spontaneo. Forse come non si era abituati a fare.
Chi lo prova in prima persona sente che qualcosa dentro non è più come prima. Che il bagaglio è più carico sulle spalle ma di un carico che piace portare perché ha la leggerezza delle cose belle.

Proprio per dar conto di questo "viaggio", abbiamo raccolto per voi le testimonianze di alcuni volontari che attualmente stanno svolgendo il Servizio Civile nell’ambito di progetti promossi dal Consorzio Parsifal. In questo articolo, dedicato ai servizi per i minori, vi proponiamo la prima parte di questa intervista.
A raccontare la loro esperienza sono due volontarie: la prima, Francesca, che nella vita è un’educatrice, presta servizio presso una ludoteca ospedaliera nella provincia di Frosinone, mentre la seconda, Rosalba, laureata in Scienze deL servizio sociale, invece si occupa dei bambini del nido di una cooperativa di Roma.
Ecco come hanno risposto alle nostre domande...

Cominciamo da te, Francesca: pensi che questa esperienza di Servizio Civile sia servita ad acquisire competenze specifiche da poter spendere successivamente in ambito lavorativo?
La mia esperienza di Servizio Civile è abbastanza collegata con il mio percorso di studi e in parte con il mio futuro, almeno spero.
Le competenze acquisite durante questa esperienza sono state preziose e necessarie per poter uscire dal rapporto "io e i libri" soprattutto nel dialogo con minori e genitori. A volte si danno per scontati atteggiamenti e parole che poi nella realtà sono diversi.

Tu invece, Rosalba, ti sei trovata subito a tuo agio rapportandoti con i minori o hai riscontrato delle difficoltà?
Mi sono trovata subito a mio agio, ma, come in tutti gli ambiti del sociale, anche in un contesto come l′asilo nido si incontrano delle difficoltà. Molti pensano che lavorare con i bambini sia una cosa semplice. Invece NO! La mia primissima difficoltà, infatti, è stato proprio il NO! Dire semplicemente NO a un bambino di 2/3 anni è come darsi un po’ la zappa sui piedi da soli. Se non viene motivato e spiegato con tanta, ma tanta pazienza si rischia di andare in conflitto con il bimbo e anche con se stessi, perché si attiva un meccanismo di collisione e frustrazione tale da coinvolgere il bambino, l′adulto e il loro rapporto.

Torniamo a Francesca. Prestando servizio in un ospedale, quali benefici riscontri nello svolgimento di attività ludiche in un contesto così particolare?
Una delle cose belle, almeno per gli operatori della ludoteca all’interno dell’ospedale, è che i bambini ci aspettano come una ventata di aria nuova, di intrattenimento, gioco, divertimento e soprattutto svago nelle ore meno piacevoli all′interno dell′ospedale. Qui, infatti, le attività ludiche sono molto diverse rispetto a quelle che si possono svolgere in contesti esterni, dipendono molto dalle condizioni di salute e soprattutto dalla volontà del bambino di far partecipare il volontario (me) o uno dei genitori. Spesso però i bambini iniziano a giocare con il genitore e finiscono con me: i loro sorrisi riempiono i nostri cuori, perché dimostrano la loro gioia in quei momenti, nonostante il posto in cui si trovano.

Rosalba, il servizio che stai svolgendo prevede la partecipazione ad attività di informazione e supporto al ruolo del genitore: qual è il contributo che un volontario apporta in questo ambito?
Gli spazi dedicati all′informazione e al supporto alla genitorialità sono principalmente incontri a tema rivolti ai genitori: l’argomento viene scelto spesso basandosi su problemi o difficoltà incontrati dal bambino nel corso dell′anno educativo. Entrambi i genitori hanno un ruolo importante nell′educazione dei figli, per cui è necessario instaurare una comunicazione efficace, prestando attenzione alle emozioni dei propri figli. Questo è un percorso da intraprendere quotidianamente con tanta pazienza e attenzione, e noi lo compiamo insieme a loro.
Nonostante abbia iniziato il mio Servizio Civile a percorso già iniziato, cerco comunque di contribuire al meglio ponendo domande e fornendo spunti di riflessione durante gli incontri e le riunioni.


Per concludere, Rosalba, l’attività che stai svolgendo trova riscontro con quelle che erano le tue aspettative?
Sì, le mie aspettative sono state di gran lunga superate. Le attività che svolgo nel servizio sono sostanzialmente di supporto alle educatrici. Pian piano ho cominciato a prendere confidenza con le "colleghe", con i bambini e con i genitori, finché si è creato un clima caldo e accogliente.

Ringraziamo Francesca e Rosalba e vi diamo appuntamento alla prossima tappa del nostro viaggio: stay tuned!

Link utili

L′immagine, tratta da un momento del Servizio all′interno di una ludoteca, è di proprietà del Consorzio Parsifal.

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