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Decreto Legge 112/08 - Penalizza i familiari dei disabili

23.07.2008 | immagine decorativa 1 | Invia ad un amico | Stampa

La CoorDown Onlus (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con la Sindrome di Down) ha inviato un documento alla Presidenza del Consiglio, in cui si chiede un intervento di modifica al Decreto Legge 112/08, "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria".

Nello specifico, l’oggetto incriminato è l’articolo 71, comma 5 del Decreto. In tale articolo si elencano le assenze che i dipendenti delle pubbliche amministrazioni possono fare, per ragioni di malattia o per permesso, e che vengono comunque retribuite.
Tra le tipologie di permessi e congedi previste ne mancano alcune fondamentali e la CoorDown è proprio su di esse che richiama l’attenzione. Si legge nel documento: “vengono esclusi i permessi fruiti dai genitori e dai familiari di persone con handicap riconosciuto ai sensi dell′articolo 3, comma 3 della Legge 104/92, i quali sarebbero perciò duramente e inspiegabilmente penalizzati dalla norma in oggetto. Per questo ne chiediamo fortemente la modifica in sede di conversione in legge.
Constatiamo anche che non vengono citate le agevolazioni previste a tutela della maternità e paternità (a parte il congedo di maternità e paternità, infatti, non sono indicati i periodi per congedo parentale e per le malattie per i figli)”.

In sostanza, la norma va ad inficiare provvedimenti contenuti in altre leggi e in definitiva ad ostacolare conquiste sociali ormai acquisite.

Per esempio la citata Legge 104/92, per l′assistenza, l′integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, all’articolo 33, riconosce alle famiglie con una persona disabile differenti casi per cui chiedere permessi, astensioni dal lavoro e congedi.
L′articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 151/01, in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ha poi introdotto per i genitori (o uno dei fratelli in caso di impossibilità di assicurare l’assistenza da parte dei genitori) e successivamente anche per il coniuge di persona con handicap grave, il congedo retribuito di due anni, utilizzabile nel corso della vita lavorativa.

L’associazione chiede che vengano inseriti nel decreto 112/08 i riposi e i permessi già previsti in queste leggi.

L. R.

Fonte: Superando.it

Informazioni:
Segreteria CoorDown ONLUS
tel. 010 5705461, associazioni@coordinamentodown.it.


 


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Commenti

Resuscitato il comma 5, ed è più cattivo.
scritto da Ruggero - 13.09.2016
Gentili signori
Vi informo che dal 1 gennaio 2015 il comune di Roma ha reintrodotto il "comma 5", con Atto Unilaterale a firma del Sindaco Marino e dell′Assessore Nieri e in maniera del tutto arbitraria e totale assenza di fondamenti giuridici.
Estendendolo anche ai permessi dei lavoratori handicappati.
Quindi da 21 mesi le persone disabili che lavorano al comune e i Lavoratori capitolini che assistono handicappati sono discriminati nella retribuzione e nella progressione in carriera se fruiscono dei permessi 104, sia comma 3, che comma 6.
Se mi contattate vi do documenti e più informazioni

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