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Infanzia - Bambini vittime di violenza nelle proprie case

bambina che piange

 

Quasi un milione di bambini in Italia assiste a maltrattamenti e violenze all’interno della propria casa. “L’Italia vieti per legge le punizioni corporali in ambito familiare” il monito lanciato da Save the Children al governo e al Parlamento italiano in occasione della Giornata contro la violenza sui bambini promossa in tutto il mondo dall′organizzazione internazionale a due anni dalla pubblicazione dello Studio delle Nazioni Unite sulla violenza nei confronti dei minori.

 

Si stima che nel mondo ben 275 milioni di bambini assistano ad episodi di violenza e maltrattamenti all′interno delle mura domestiche, con conseguenze psicologiche devastanti che possono segnarli per un′intera vita. Nel nostro Paese, sarebbero circa un milione i bambini sperimentano questa forma di violenza “assistita”.

Il divieto esplicito delle punizioni corporali in tutti i contesti, compreso quello familiare, è stato previsto solo da 23 paesi nel mondo mentre sono almeno 87 le nazioni che non proibiscono il ricorso alle punizioni fisiche nelle scuole, e 150 quelli che non le proibiscono all′interno degli istituti di accoglienza.

 

volti di bimbi

 

In Europa, l’utilizzo di punizioni corporali sui bambini, anche in ambito familiare, è vietato in Svezia, Norvegia, Finlandia, Austria, Cipro, Danimarca, Lettonia, Bulgaria, Ungheria, Germania, Romania, Grecia e, dal 2007, anche nei Paesi Bassi, in Portogallo e Spagna.

In Italia le punizioni corporali sono proibite in ambito scolastico ed anche dall′ordinamento penitenziario, mentre non sono espressamente vietate per legge in ambito familiare.

 

L′Italia deve quindi mettersi al passo con altri paesi europei e con le raccomandazioni del Comitato Onu sui diritti dell′infanzia, procedendo in tempi brevi a una riforma normativa che vieti espressamente le punizioni corporali anche in ambito familiare.

 

 

“Non sono cifre in grado di dirci esattamente quanti bambini subiscono percosse, per esempio da parte dei genitori, in Italia”, spiega Valerio Neri Direttore Generale di Save the Children. “Tuttavia segnalano la preoccupante e ampia diffusione della violenza e del ricorso anche alle punizioni corporali all’interno dell’ambiente familiare”.

 

C. I.


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