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Barcellona - Marien, la escort dei disabili

 

Marien, 48 anni, ex infermiera, un bel fisico snello, capelli castani e lo sguardo sereno. Di professione fa la escort, esercita a Barcellona, nella zona delle Ramblas, all′università studiava Scienze politiche, sposata, separata e con un figlio. Marien ha però una “specializzazione” che ha scatenato applausi e polemiche in tutte le parti del mondo. Dopo un’intervista rilasciata a “El Mundo” il suo mestiere è diventato oramai pubblico, facendo così luce sull’argomento “sesso e disabili” ancora ritenuto un tabù.

Marien da oltre dieci anni offre sesso a pagamento ai portatori di handicap, definendo il suo lavoro un “servizio sociale”.

Dice nell’intervista: «Il mio intento è quello di spezzare il tabù sulla sessualità dei disabili. Un problema rimosso, che nessuno vuole vedere, la negazione di un diritto. Le mie colleghe all′inizio mi dicevano: "Marien, come fai, non ti fa schifo?". Sì, parlavano proprio così... No, mai provata questa sensazione, del resto prima di fare l′escort facevo l′infermiera, il mio obiettivo era quello di soddisfare i bisogni delle persone che accudivo, li cambiavo, pulivo. E poi tra i miei clienti ho incontrato persone incredibili, soltanto apparentemente fragili».

 

La storia di Marien ha fatto ormai il giro d′Europa. La ritroviamo in centinaia di blog italiani. Le associazioni chiedono cautela, riservatezza, ma i blogger scrivono:

Marco, 31 anni, tetraplegico: «Siamo esseri umani, abbiamo diritto al sesso, all′amore, al piacere. Dopo aver letto la storia di Marien ho chiesto a mia madre di caricare il camper e di portarmi in Spagna. Lei si è messa a ridere, lo ha raccontato a mio padre, e lui ha risposto: perché no, potrebbe essere un′idea».  

In Svizzera, come in Svezia, il lavoro di Marien viene riconosciuto sotto il termine di "assistente sessuale", e le loro prestazioni pagate dallo Stato. Non c′è bisogno di scomodare la psicoanalisi per spiegare quanto possa essere terapeutico non reprimere ma esprimere le proprie pulsioni sessuali, proprio in soggetti che per le loro patologie non hanno il controllo delle proprie sensazioni.

C.C.


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