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Istat – Pubblicato rapporto sull’inclusione sociale


L’Istat ha pubblicato il rapporto ‘Inclusione sociale delle persone con limitazioni dell’autonomia personale’ riferita al 2011 per il progetto ‘Sistema di informazione statistica sulla disabilità’ nato da una convenzione tra l’Istat e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L’indagine ha per campione 4 milioni di persone di età compresa tra gli 11 e 87 anni che erano state intervistate nel 2005 per lo studio ‘Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari’ di età compresa tra i 6 e 80 anni che avevano dichiarato difficoltà nelle funzione motorie, sensoriali e nelle attività quotidiane.

Queste persone hanno confermato di avere limitazioni funzionali anche nel 2011 e la maggioranza, 52.7%, riferisce limitazioni gravi in almeno una delle funzioni della mobilità e locomozione, della vita quotidiana o della comunicazione. La maggioranza ha più di 75 anni (51.5%) e a parità di età le donne hanno più limitazioni funzionali.

Dall’indagine viene evidenziato il ruolo della famiglia: la popolazione giovanile, 11-34 anni, nel 92,2% dei casi rimane nella famiglia di origine, contro i 67,8% della popolazione in generale. La famiglia inoltre assolve il proprio compito protettivo nei confronti dei soggetti più deboli che non sono in grado di svolgere le attività essenziali. Una percentuale elevata di anziani con difficoltà permane nel nucleo familiare (19,6%). Le richieste di aiuto, di carattere non sanitario, sono rivolte soprattutto a parenti (83,1%), solo il 2.6% si rivolge specificatamente ad assistenti ed operatori sociali. Il 20,4% degli intervistati usufruisce di assistenza sanitaria nelle forme di visite a domicilio del medico di famiglia, nell’assistenza di personale infermieristico, ricorso a fisioterapisti. Dall’indagine è emersa anche un importante quota di persone,16,9%, che nonostante le limitazioni funzionali non usufruiscono di alcun tipo di sostegno.

Una sezione del questionario riguardava l’inclusione lavorativa: solo il 16% tra i 15 e i 74 anni lavora contro il 49,9% della popolazione totale e vi sono importanti differenze di genere perchè il 72% dei lavoratori sono uomini. Le limitazioni funzionali hanno un impatto notevole sull’inclusione lavorativa: il 18,5% delle persone con limitazioni gravi non è mai entrata nel mondo del lavoro. Le persone che lavorano sono inserite maggiormente nel settore pubblico (54,7%) e hanno un contratto a tempo parziale (28,3%). La percentuale di persone che cerca lavoro è molto bassa: solo il 2,9%.

Per definire il livello di inclusione sociale è fondamentale valutare l’accessibilità degli edifici e la possibilità di spostamento. Il 38,4% delle persone con limitazioni funzionali ha dichiarato la difficoltà ad accedere agli edifici per mancanza di supporti od assistenza, il 25,3% non esce di casa per motivi di salute e sempre per gli stessi motivi il 14,1% è limitato nell’utilizzo del proprio veicolo. Il 13% degli intervistati dichiara che le difficoltà di spostamento sono da attribuire alla mancanza di mezzi o supporti per la mobilità.
Gli ultimi dati presi in analisi sono l’utilizzo di internet e le attività del tempo libero: quasi un milione degli intervistati dichiara delle difficoltà a riguardo.

I dati presi in analisi sono degli indicatori fondamentali per comprendere il benessere di ciascun individuo e per comprendere quali siano le restrizioni con le quali convivono i soggetti con limitazioni funzionali.

M.R.
Informazioni
web. Istat

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