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Lazio - Novità per gli asili nido: in arrivo il Pacchetto Famiglia (1° parte)


Oltre 54 milioni di euro per migliorare la rete degli asili nido pubblici e convenzionati, sostenere il lavoro delle mamme ed incentivare la curva delle nascite: è questo il contributo che la Regione Lazio ha previsto all′interno del nuovo "Pacchetto Famiglia", presentato questa mattina dal presidente Nicola Zingaretti e dall′assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini.

Innanzitutto, la Regione ha predisposto un immediato incremento dei posti (si prevede un passaggio di percentuale dal 17,8% del 2013 al 24,7% per i bambini nella fascia 3 mesi - 3 anni), attraverso l′emanazione di un bando rivolto ai comuni, che metterà a disposizione un milione di euro per l′avviamento di asili nido pubblici appena inaugurati o in fase di apertura: 650 i posti attesi. I nidi comunali già in funzione avranno la possibilità di apportare cambiamenti migliorativi per la tenuta termica e il risparmio energetico delle strutture, oltre che arricchire gli spazi gioco con nuove attrezzature: 30mila euro da destinare ad oltre 80 progetti per un totale di 2,5 milioni di euro, gestibili tramite bando. Potenziata anche l′offerta formativa e la formazione degli educatori.
Con i Fondi strutturali europei (50 milioni), entro il 2020 si intende aumentare l′offerta di 9543 unità da distribuire in tutta la regione, specie nelle zone meno coperte dalla rete: per i nidi pubblici, privati convenzionati e aziendali 5600 posti in più, 1500 posti in servizi innovativi e integrativi (nidi familiari) e 2443 tramite l′emersione di servizi oggi non contemplati dalla normativa.

Un′altra novità fondamentale riguarda il sostegno al welfare aziendale, dopo dieci anni dall′ultima sperimentazione: un milione di euro per implementare l′apertura di nidi aziendali, servizi di conciliazione lavoro-famiglia e forme di rete (nidi interaziendali). I comuni, inoltre, avranno obbligatoriamente una percentuale minima di posti in regime di convenzione. Il bando coprirà 10 progetti da 100mila euro, per abbattere le rette e l′avviamento.
Per le famiglie in lista d′attesa nelle graduatorie comunali, la Regione ha pensato ad un voucher di circa 250 euro al mese a bambino, da utilizzare presso i nidi privati accreditati dai Comuni.
Queste novità saranno supportate da un′apposita legge regionale, pronta a sradicare quella attuale che risale al 1980. Oltre a garantire migliore qualità, il nuovo testo normativo mira a disciplinare i recenti servizi integrativi ai nidi, privi di una regolamentazione che indichi gli standard qualitativi da rispettare. La nuova legge prevederà:

- un piano regolatore regionale triennale, utile a programmare l′intera rete dei servizi e far sì che gli investimenti regionali vadano a soddisfare specificamente i bisogni delle famiglie e dei territori;

- per la prima volta i servizi socioeducativi integrativi rispetto all′asilo nido: nidi familiari, spazi famiglia, Tagesmutter;

- la revisione dei requisiti strutturali e qualitativi dei servizi, considerando al primo posto il benessere dei bambini: a partire dagli spazi interni ed esterni destinati ai bambini fino alla mensa.

- una regolamentazione certa sulle qualifiche professionali degli operatori, in particolare del personale educativo;

- infine, un sistema più trasparente di accreditamento dei servizi che consenta l’accesso al mercato pubblico dell’offerta e ai contributi pubblici, e supporti il progetto di ampliamento della rete finanziato con i fondi europei.

«Una rete regionale di Centri famiglia, 10mila nuovi posti nei nidi e una nuova legge dopo 35 anni, risorse per lo sport e la cultura dei ragazzi disagiati e per le case famiglia per ragazzi disabili: sul nostro "Pacchetto famiglia" ci abbiamo messo 64 milioni. - così ha comunicato sul suo profilo Facebook l′assessore Visini - Perché noi le famiglie vogliamo sostenerle, accompagnarle, valorizzarle. Concretamente, con le politiche, mica con le chiacchiere».

In un articolo successivo, affronteremo le altre quattro linee di intervento del "Pacchetto Famiglia".

Fonti: Regione Lazio, Sociale Lazio

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