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Cooperazione - Pubblicato il 4° Rapporto Congiunturale dell′Aci


Il 2014 si rivela un anno non particolarmente dinamico per l′andamento della Cooperazione: è questo il trend complessivo secondo il 4° Rapporto Congiunturale sulle Imprese Cooperative, prodotto dall′Ufficio Studi AGCI, l′Area Studi Confcooperative e il Centro Studi Legacoop. L′indagine periodica (in allegato il link), fondata sulla somministrazione e successiva analisi di un questionario con dati di tipo qualitativo (giudizi, valutazioni, previsioni), si propone di rispondere all′esigenza di colmare le lacune informative nelle analisi economiche e previsionali di breve periodo relative al mondo cooperativo. Nello specifico, questa rilevazione (7 - 23 gennaio 2015), che inquadra la situazione dell′ultimo quadrimestre 2014, ha per oggetto un campione di 527 cooperative aderenti alle tre Associazioni riunite nell′Alleanza delle Cooperative Italiane.

Innanzitutto, per quanto riguarda il livello della domanda, si rilevano due tendenze complessive: da una parte, una debole domanda interna, che solo nell′ultimo quadrimestre viene sospinta da una contenuta ripresa degli ordini; dall′altra, un minore slancio della domanda estera: infatti, rispetto al quadrimestre precedente, la maggioranza assoluta delle cooperative (67,2%) ha indicato come invariato il livello della domanda, anche se si registra un leggero incremento di cooperatori che ne ha riscontrato un rialzo negli ultimi quattro mesi del 2014.

Nell′ambito della vendita dei prodotti-servizi, una quota del 13,5% delle cooperative - superiore alle attese - è stata costretta a ritoccare verso il basso i prezzi, a fronte di un 80,6% che è riuscito a mantenerli stabili nell′ultimo quadrimestre. Nonostante ciò, un dato positivo viene fuori dal fatturato: per l′insieme delle cooperative, il 2014 ha registrato una lieve risalita grazie al recupero dei volumi di vendita dell′ultimo quadrimestre, ma sono soprattutto le grandi cooperative a segnalare variazioni positive dei ricavi. Per quanto riguarda la gestione della tesoreria nei confronti delle esigenze operative, la maggioranza delle cooperative lamenta problemi di liquidità; il 18% di queste risalta per aver espresso un giudizio totalmente negativo.

Sul fronte dei ritardati pagamenti dovuti alle cooperative, gli enti pubblici si caratterizzano per i continui rimandi soprattutto nel momento in cui si avvicina la scadenza dell′anno solare: il 19,7% delle cooperative segnala un aumento dei tempi di incasso dei crediti rispetto al quadrimestre precedente. Nei rapporti con i privati le cose non vanno meglio, infatti il 27% ottiene una risposta ai pagamenti in tempi più lunghi.

Rispetto al posizionamento competitivo nel mercato di riferimento, negli ultimi mesi del 2014, tra i cooperatori (13,1%) si fa largo la percezione di un peggioramento della propria posizione concorrenziale. Invece, nel quadro occupazionale, si registra una leggera contrazione della forza lavoro (18,5%), rispetto alle risorse in aumento che si attestano al 13,7%; il 67,7% dei cooperatori, invece, dichiara di aver mantenuto stabili i livelli occupazionali nell′ultimo quadrimestre dell′anno: tali segnali di deterioramento toccano anche alcune grandi cooperative.

Tra i principali impedimenti alla crescita e all′attività delle cooperative, la debolezza della domanda risulta il fattore che maggiormente incide secondo gli intervistati (56,6%). Si attestano fattori negativi altresì la scarsa liquidità, accompagnata dal ritardo dei pagamenti (9,9%), la concorrenza sleale, le offerte al massimo ribasso e la cooperazione spuria (9%). Per il 7,1% dei cooperatori l′eccesso di burocrazia, la corruzione e le tasse costituiscono un condizionamento fortemente negativo, mentre il 6,6% indica come fattore esogeno di ostacolo allo sviluppo, la riduzione di fondi provenienti dalla Pubblica Amministrazione.
Nell′ambito della cooperazione che si muove anche nei mercati esteri, la burocrazia - resa ancora più difficoltosa dai deficit organizzativi interni e dalla carenza di personale qualificato nelle attività di internazionalizzazione - risulta il fattore maggiormente influente per l′andamento dell′export (35,5%); i costi e i prezzi elevati sono invalidanti per il 29% dei cooperatori e l′accesso al credito per il 19,4%.

Infine, dall′analisi risulta attenuato l′irrigidimento del credito bancario rispetto allo stesso periodo dell′anno precedente: in particolare, nell′ultimo quadrimestre del 2014, si stabilizza la quota di cooperative (11%) che ha ricevuto richieste di rientro sui finanziamenti in essere. Sempre per quanto riguarda i finanziamenti in essere erogati dalle banche, si attesta al 22,6% la quota di cooperatori che ha segnalato richieste aggiuntive a garanzia degli stessi.

Aspettative e previsioni
Per quanto riguarda le prospettive relative al primo quadrimestre 2015, la maggioranza degli operatori che fanno riferimento all′Alleanza delle Cooperative Italiane (66,2%) si esprime cautamente e non vede segnali di ripresa certa dell′economia a breve termine, anzi prevede un andamento stazionario. Nonostante l′emersione di alcuni fattori positivi - taglio dell′Irap, svalutazione dell′euro, riduzione dei costi energetici, minore stretta creditizia -, il sentiment prevalente rimane negativo.

Lo scenario relativo all′evoluzione della domanda non fa prevedere significative variazioni al 70,2% dei cooperatori. Si afferma, tuttavia, qualche indicatore di debole, lenta e selettiva risalita della domanda. C′è da dire, inoltre, che le aspettative di una ripresa ancora troppo debole alimentano nel 21,3% delle cooperative interpellate la percezione di sovradimensionamento della propria capacità produttiva. Sul versante dei prezzi sia di vendita che di fornitura, per i prossimi 4-5 mesi non si attendono novità sostanziali, anche se prevalgono le indicazioni al ribasso rispetto a quelle al rialzo dei listini di vendita.

Per il primo quadrimestre dell′anno, le grandi imprese prospettano un più favorevole andamento del fatturato; la dinamica sembra invece stabilizzarsi tra le PMI. Nel complesso, il 62,4% delle cooperative prevede un andamento stazionario dei ricavi, ancora poco sostenuti dai prezzi di vendita.

Gli effetti dell’annunciato sgravio Irap, invece, non trovano ancora riscontro nel rafforzamento dei segnali positivi rispetto alla dinamica attesa dell’occupazione. Per quanto concerne il mercato del lavoro, infatti, il 75,3% dei coooperatori non si aspetta di ridurre gli organici nei prossimi mesi, ma neanche di ampliarli. Il 10,6% si è espresso positivamente riguardo la possibile crescita della manodopera occupata, mentre il 14,1% attende una contrazione delle risorse umane.

Nonostante il diffuso clima d′incertezza influisca pesantemente sulla fiducia, sia tra le grandi imprese che tra le PMI, si nota una propensione poco più favorevole in merito alla possibilità di fare nuovi investimenti: il 20,4% dei cooperatori, infatti, ne incrementerà la portata nel 2015, mentre il 63%, più cauto, rivela una tendenza stazionaria, rinviando eventualmente tali decisioni al momento in cui il quadro economico apparirà meno incerto.

L′attesa risalita degli investimenti trova parziale riflesso in un debole allentamento delle condizioni di accesso al credito bancario. Negli ultimi mesi del 2014, il 15,7% degli operatori che si è rivolto alle banche per un prestito non ha ottenuto alcun importo (nella rilevazione precedente tale percentuale si attestava al 20,8%). Tuttavia, anche tra coloro che hanno potuto beneficiarne (69,2%), si sono riscontrati problemi relativamente agli eccessivi tempi di concessione del credito. Per quanto riguarda il sistema delle garanzie, invece, il 25,2% degli intervistati segnala un appesantimento delle richieste: alcuni cooperatori dichiarano che spesso tale sistema assume una natura personale.

A proposito delle prospettive generali per il futuro della cooperativa, infine, oltre la metà delle risposte indica il consolidamento delle attività in essere; il 17,5% degli interpellati afferma l′intenzione di espanderle, mentre il 20,3% vede come prospettiva auspicabile la strada delle aggregazioni nelle forme più varie (processi di fusione, alleanze strategiche, adesione a nuclei organizzativi allargati). Ciò a conferma del fatto che la resilienza rimane uno dei caratteri distintivi del movimento cooperativo.

4°_Rapporto_Congiunturale [.pdf]

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