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Servizio civile - Al via il percorso legislativo di riforma

“Il servizio civile diventa universale, ovvero punta ad accogliere tutte le richieste di partecipazione da parte dei giovani che, per scelta volontaria, intendono fare un’esperienza di grande valore formativo e civile, in grado anche di dare loro competenze utili a migliorare la loro occupabilità”. Così il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Paoletti presenta la riforma del servizio civile, le cui finalità sono perseguite mediante programmi di intervento nei settori dell’assistenza, della protezione civile, del patrimonio ambientale, storico, artistico e culturale, dello sport, dell’agricoltura e della promozione della pace tra i popoli.

La riforma prevede che i fondi che la legge di Bilancio impegna per la riforma nell′anno 2016 siano convogliati sul fondo nazionale per il servizio civile, che in questo modo passerebbe da 111 a 257 milioni. Il tutto a patto che l′iter del decreto si completi entro il 31 dicembre.

Allo Stato le funzioni di programmazione, controllo, verifica e valutazione, alle Regioni e Province la partecipazione alla realizzazione dei progetti e agli Enti di servizio civile la possibilità di presentare programmi e progetti di intervento, curandone la realizzazione. Tra le novità principali troviamo la possibilità di partecipare ai progetti, oltre ai cittadini dell’Unione Europea, anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno in Italia: ”Un contributo concreto alla loro inclusione sociale, e la priorità attribuita a quei progetti che si dimostrino meglio in grado di coinvolgere i giovani meno favoriti e più fragili da un punto di vista di condizioni sociali”. Particolare attenzione ai giovani con minori opportunità grazie al meccanismo di premi a favore degli enti che realizzano progetti per l’impiego di questi giovani. La durata del servizio diventa flessibile, con l’opportunità di otto-dodici mesi, in base alle esigenze di vita e per i volontari impegnati in Italia viene offerta la possibilità di effettuare il servizio, per un periodo di tre mesi, in un paese dell’Unione Europea. Viene aggiunto dunque un respiro europeo e uno sguardo al mercato del lavoro, rendendo l’esperienza del servizio civile universale.

M.P.

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