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Scuola - La lotta per l’inclusione diventa fiction

Il sistema scolastico italiano degli anni settanta prevedeva le cosiddette ‘classi differenziali’ dove venivano confinati i ragazzi diversi, incapaci, violenti. In quella cultura non trovavano spazio i bambini differenti, che spesso venivano reclusi nei manicomi, aboliti poi nel 1978. In questa cornice storica, Mirella dipinge il quadro della sua vita con i colori della lotta per i diritti di sua figlia disabile, contro una mentalità che non voleva seduti dietro gli stessi banchi ragazzi ‘normali’ e disabili. Protagonista Vanessa Incontrada nel ruolo di Mirella che afferma: «non bisogna dimenticare che tanta gente ha lottato per arrivare ad oggi. Bisogna sempre lottare, non bisogna mai fermarsi.»

Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction presenta con orgoglio la fiction: «la classe degli asini è un progetto che corrisponde alla linea editoriale del servizio pubblico, che vuole coinvolgere tutti gli spettatori, ma che deve essere inclusiva anche rispetto ai temi di cui parla, a cominciare dai valori, dalla passione civile e dall′impegno per la costruzione di un domani migliore».

Sul tema interviene anche la ministra dell’istruzione Stefania Giannini : «L′Italia è stata all′avanguardia in Europa nell′ abolire le classi differenziali con la legge Falcucci del 1977. A partire dalla scuola vogliamo costruire una società basata sulla comprensione e il rispetto». Particolarmente coinvolto Flavio Insinna, che interpreta il ruolo dell’insegnante Felice: «La Rai mi ha dato tante possibilità. Qui io mi sono imbucato per la prima volta in vita mia. Uno degli autori della sceneggiatura mi ha fatto leggere il testo - per inciso mio padre per anni ha lavorato con i malati mentali - e io mi sono messo a piangere. A quel punto mi sono proposto, anche se io ho 50 anni e il personaggio 30. Abbiamo iniziato le riprese il giorno del mio compleanno».

I requisiti per un’ottima visione ci sono, quindi stasera tutti sul divano per conoscere Mirella e il capolavoro della sua vita.

M.P.

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