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Durc - Un decreto ministeriale che fa confusione

30.01.2008 | immagine decorativa 1 | Invia ad un amico | Stampa

In vigore da un mese, il decreto del Ministero del Lavoro che definisce la natura del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), regolamentandone le modalità di rilascio e i contenuti analitici, pare rappresentare, per molti versi, un′altra gratuita stretta burocratica contro le imprese. Tutte, anche quelle sociali.

I chiarimenti in materia di violazioni che impediscono il rilascio del documento sono infatti in più casi esageratamente severe. Non solo: operano in direzione di comprendere, affinché un operatore economico sia nella condizione di regolarità, il rispetto di una serie di norme connesse alla sicurezza, all′occupazione e a particolari aspetti dei rapporti di lavoro, per i quali è difficile - astenendosi da forzati salti logici - individuare una connessione con i versamenti delle contribuzioni.

Ne consegue che la natura del Durc viene per molti versi cambiata, senza però che ne scaturisca una definizione organica ed univoca. Lungi dal conseguire l′obiettivo di una disciplina uniforme, il decreto non risolve più d′una questione ed anzi crea nuove zone d′ombra che alimenteranno - è facile prevederlo - interpretazioni, ricorsi e contenziosi. Ma andiamo con ordine.

risiko_03_120.jpgPremesse. Già le premesse del decreto sono incomplete. Trascurano infatti le specifiche circolari interne emesse congiuntamente da Inps ed Inail per il rilascio del Durc in caso di appalti di forniture e servizi. Non è invece così se si cercano le disposizioni relative alle opere pubbliche: segno, ancora una volta, del fatto che forniture e servizi vengono trascinati all′interno di una regolamentazione che non è propriamente la loro. Alcune norme studiate per le costruzioni, infatti, mal si applicano ai servizi e alle forniture.

Chi rilascia il Durc. Sono gli istituti previdenziali ed assicurativi (principalmente Inps ed Inail) a provvedere al rilascio del Durc. La competenza è anche delle Casse edili e dei cosiddetti Enti bilaterali, cioè di enti costituiti da una o più associazioni datoriali comparativamente più rappresentantive, limitatamente ai propri aderenti.

Come si richiede il Durc. Esiste una modulistica unificata. La richiesta avviene preferibilmente tramite strumenti informatici. A presentare l′istanza sono i datori di lavoro o i loro delegati. Nell′ambito delle procedure di appalto, il Durc può essere richiesto anche dalle stazioni appaltanti che siano pubbliche amministrazioni o soggetti privati a rilevanza pubblica.

A cosa serve il Durc. Ad attestare la regolarità dei versamenti dovuti agli enti previdenziali, in modo da poter accedere ai benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e previdenza sociale previsti dall′ordinamento. Il decreto, inoltre, precisa che il Durc occorre per accedere alle sovvenzioni previste dalla disciplina comunitaria. Non solo: il Lazio richiede il Durc anche per la concessione di finanziamenti statali e regionali.

Nell′ambito delle procedure di appalto per l′affidamento di servizi e forniture a pubbliche amministrazioni, il Durc può essere richiesto prima dell′aggiudicazione definitiva dell′appalto e deve essere prodotto, da parte degli operatori economici, prima della stipula del contratto (art. 2 del Decreto Legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito e modificato dalla Legge 22 novembre 2002, n. 266). Le stazioni appaltanti possono anche richiederlo all′atto della regolare esecuzione o alla liquidazione delle fatture periodiche.

Cosa si intende per regolarità contributiva. Il decreto - come già prima le circolari congiunte di Inps e Inail - specifica che la regolarità ricorre in caso di: a) correntezza dei versamenti mensili o comunque periodici; b) corrispondenza tra versamenti effettuati e versamenti accertati dagli Istituti previdenziali come dovuti; c) inesistenza di inadempienze in corso. All′atto dell′emissione del documento, tuttavia, gli istituti specificano che “il certificato viene rilasciato in base alle risultanze dello stato degli atti e non ha effetti liberatori per l’impresa”, per cui “rimane impregiudicata l’azione per l’accertamento ed il recupero di eventuali somme che successivamente risultassero dovute”.

risiko_01_120.jpgCos′è il Durc. Ciò che il Durc accerta, in definitiva, è il mero pagamento di somme considerate dovute, e cioè che quanto pagato sia equivalente a quanto il privato ha affermato di dover pagare. Esso, perciò, si configura come una quietanza (art.1199 del Codice Civile) o, meglio, come una somma di quietanze, alla quale si accompagna la presunzione di regolarità contributiva.

Il Durc perciò non afferma definitivamente l’assolvimento degli obblighi contributivi, ma ne sostiene la presunzione fino ad accertamento contrario. Tuttavia l’emissione di tale quietanza, o, al contrario, la sua mancata emissione, ha conseguenze ope legis. Il Durc, in altre parole, certifica l′inesistenza di "violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali" (art. 38 comma 1 lett. i del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163), ma soltanto fino a prova contraria. L′impresa, in altri termini, non ottiene mai una parola certa sul suo stato di regolarità e vive una condizione di sudditanza e soggezione alla burocrazia, dalla quale non ha possibilità di emanciparsi.

A proposito della definizione di "grave violazione", il decreto chiarisce che "non si considera grave lo scostamento inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di contribuzione, o, comunque, uno scostamento inferiore a 100 euro". Viene pertanto introdotto, seppur implicitamente, un criterio di proporzionalità, non commisurato però al valore dell′appalto ma a quello delle contribuzioni dovute.

Validità del Durc. Il Durc - spiega il decreto - deve essere rilasciato entro il termine massimo per la formazione del silenzio-assenso. Tale termine, nei rispettivi atti regolamentari degli istituti previdenziali, corrisponde a 30 giorni. Quanto alla validità, invece, il decreto dice che è mensile in caso di fruizione delle agevolazioni normative e contributive in materia di lavoro e previdenza sociale previste dall′ordinamento e che, invece, ha validità trimestrale nel solo settore degli appalti privati. Niente viene detto della sua validità ai fini del ricevimento dei contributi pubblici né nel settore degli appalti pubblici. L′interpretazione che sentiamo di condividere è che, pertanto, il Durc abbia validità di tre mesi (Decreto Legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito dalla Legge 23 febbraio 2006, n. 51), volendo in questo caso il decreto definire soltanto le eccezioni alla norma. 

Cause non ostative al rilascio del Durc. Il Durc deve essere emesso anche nel caso in cui:
- l′istituto competente abbia espresso parere favorevole ad eventuali richieste di rateizzazione;
- particolari disposizioni legislative prevedano la sospensione dei pagamenti;
- sia stato documentato un credito da parte dell′impresa e proposta un′istanza di compensazione;
- sia pendente un contenzioso amministrativo o giudiziario relativo a crediti non ancora iscritti a ruolo;
- siano presenti crediti iscritti a ruolo per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella amministrativa a seguito di ricorso.

Cause ostative al rilascio del Durc. Il documento di regolarità non viene invece rilasciato se l datore di lavoro o il dirigente responsabile dell′impresa sia stato definitivamente condannato per violazioni penali e amministrative in materia di tutela del lavoro. Il decreto ministeriale prevede una dettagliata casististica per cui l′emissione del Durc viene sospesa. Il periodo di "non rilascio" è di due anni per omicidio colposo a seguito di violazione degli obblighi di prevenzione degli infortuni (art. 589 del Codice Penale) o per rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (art. 437 del Codice Penale), mentre arriva a 18 mesi nel caso in cui la violazione degli obblighi di prevenzione abbia comunque causato lesioni personali ai lavoratori (art. 590 del Codice Penale).

La sospensione dura invece 12 mesi nel caso in cui il datore di lavoro sia stato punito per non aver ottemperato:
- alle prescrizioni di sicurezza e di salute per i cantieri edili o per la mancata attuazione del piano di coordinamento e del piano operativo di sicurezza (art. 22 co. 3 lett. a del Decreto Legislativo 14 agosto 1996, n. 494);
- ad una serie di norme relative alla sicurezza (art. 89 co. 1 e 2 lett. a del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626);
- alle specifiche regole relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni (art. 77 co. 1 lett. a e b del Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164) e in tutti gli ambiti di lavoro (art. 389 co. 1 lett. a e b del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547)
- alle norme generali per l’igiene del lavoro (art. 58 co. 1 lett. a e b del Decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303).

Ed ancora: il Durc non viene rilasciato:
- per 8 mesi ai datori di lavoro che abbiano occupato lavoratori stranieri non in regola con il permesso di soggiorno (art. 22 co. 12 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286),
- per 6 mesi nel caso in cui gli ispettori Inps o Inail abbiano riscontrato l′impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria (art. 3 del Decreto Legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito dalla Legge 23 aprile 2002, n. 73);
- per 3 mesi nel caso i lavoratori, nella misura minima del 20% dell′organico, non abbiano fruito dei dovuti riposi giornalieri e settimanali (artt. 7 e 9 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66).

E se è vero che le condanne debbono riferirsi esclusivamente a fatti commessi dal 30 dicembre 2007, il decreto specifica che "non rileva l′eventuale successiva sostituzione dell′autore dell′illecito".

Ma non c′era l′esigenza di una disciplina uniforme? Se pensate che la normativa sia di una inestricabile farraginosità, sappiate che il Governo sta per emettere, nell′ambito della disciplina relativa ai contratti pubblici, un corposo regolamento che dedica due specifici articoli al Durc. Nel testo che sta per essere approvato è previsto, tra le altre cose, che la validità del Durc sia estesa a 180 giorni nel caso in cui tra due stati di avanzamento di lavori, forniture e servizi, intercorra un periodo maggiore di 6 mesi. Ad avvocati e commercialisti non mancherà il lavoro.

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Documenti [area riservata]
Decreto del Ministero del Lavoro 24 ottobre 2007 (.pdf 40Kb)

Rassegna stampa [area riservata]

Il Sole 24 Ore - Il Durc si aggiorna ogni mese [21/01/08]


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Commenti

Verrebbe da dire...
scritto da Nino - 30.01.2008
... so′ proprio cose... DURChe!!!!!!

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