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Ong – Aiuti allo sviluppo, l’Europa è in ritardo

Non c’è più tempo da perdere: L’Europa è in ritardo per la qualità e la quantità degli aiuti”, è il titolo del rapporto presentato oggi a Roma dalla confederazione europea di Ong, di cui fanno parte ActionAid e l’Associazione Ong italiane. Porre al centro delle politiche comunitarie la cooperazione, è quello che chiedono le ong.

I dati dello studio confermano che nei governi europei c’è un calo delle risorse destinate allo sviluppo. Gli Stati che nel 2007 hanno aumentato le quote per l’Asp Pil (Aiuto Pubblico allo Sviluppo/Prodotto Interno Lordo), sono solo cinque, Austria, Danimarca, Germania, Spagna e Lussemburgo. Mentre 18 paesi su 27 non hanno registrato alcun aumento. Francia, Belgio e Gran Bretagna hanno addirittura ridotto il loro contributo del 10%, mentre Grecia, Italia e Portogallo sono al di sotto degli obiettivi stabiliti per il 2006.

Luca De Fraia di Action Aid spiega che nel panorama dei donatori europei il nostro paese resta in coda.
Action Aid e le ong lanciano un preciso appello al governo italiano per sollecitare un maggiore impegno per il rilancio della cooperazione allo sviluppo, partendo dalla riforma della legge sulla cooperazione. Le ong, inoltre, chiedono nuove strategie per mobilizzare risorse e l’approvazione di una politica per l′accesso all′informazione che consenta al pubblico di accedere ai contratti finanziati come APS.

All’ Unione Europea, invece le ong chiedono di raddoppiare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi prefissati. Priorità assoluta: l’aumento delle risorse effettive per realizzare l’obiettivo dello 0,51% entro il 2010 e dello 0,7 per il 2015. Le ong, inoltre, invitano l’Ue a fissare un’agenda vincolante di incrementi annuali per le risorse, i governi devono assicurare un aumento costante del bilancio dell’aiuto. Le associazioni non governative esprimono la necessità di eliminare le condizionalità economiche che vincolano gli aiuti europei, facendo anche in modo che l′assistenza tecnica fornita risponda ad una reale domanda, rispettando il diritto dei paesi beneficiari a stipulare solo i contratti che ritengono necessari. Si auspica, infine, il rispetto degli impegni presi a livello internazionale e regionale in favore dell′eguaglianza di genere e dell′educazione delle donne.

Il documento e le richieste delle ong verranno rilanciate nei due vertici internazionali in programma tra settembre e dicembre 2008, nel corso dei quali si discuterà della quantità e qualità del finanziamento allo sviluppo.

L.R.

 


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