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Ong – L’allarme del Cini sui tagli alla cooperazione italiana

cooperazione

 

Tagli alle Ong italiane. Il Cini (Coordinamento italiano network internazionali), che raccoglie associazioni come ActionAid, Amref, Save the children, Terre de Hommes, Vis e Wwf, lancia l’allarme annunciando che, nella prossima Finanziaria, è previsto un taglio di 411 milioni di euro, oltre il 56% in meno rispetto al 2008. Questo stanziamento è il minimo finanziario dal 2000.

La portavoce del Cini Maria Egizia Petroccione, dichiara che «la cooperazione italiana rischia di toccare il suo punto minimo degli ultimi 20 anni, e cioè lo 0,09% in rapporto al Pil».

«Già nel Dpef 2009-2011 presentato a luglio – dichiara la deputata del Pd, Federica Mogherini - dopo gli aumenti alla cooperazione allo sviluppo che erano stati decisi per il 2007 (+74%) e per il 2008 (+15%), il governo Berlusconi ha imposto un taglio di 400 milioni di euro (-14%)». La parlamentare aggiunge poi «il ministero degli Esteri ha deciso, tra l’altro, di concentrare tutti i tagli che lo interessavano proprio sulla cooperazione (mentre questo settore incide sul bilancio del ministero solo per il 26%)».

 

impronte colorate di mani 

 

Nella Finanziaria 2009 si è previsto che tutte le amministrazioni subiscano grandi limitazioni di disponibilità per il prossimo anno. Tagli che non escludono le risorse italiane per l′aiuto pubblico allo sviluppo, che saranno fortemente ridotte.

«Il taglio sul bilancio di cooperazione degli Esteri - ha osservato la Pietraccione - corrisponde a oltre 2 milioni di persone in terapia salvavita con farmaci retro virali per un anno, o a 15 milioni di vaccinati contro la poliomelite, o 100 milioni di zanzariere antimalariche, 1200 Km di strade in Sierra Leone o, 1100 cliniche in Uganda, 20000 cliniche equipaggiate in Etiopia, riforestazione di 300 milioni di pini in Libano, 16mila pozzi trivellati in Tanzania, cinque anni di istruzione elementare per 3 milioni di bambini, il salario annuale di 411 mila insegnanti elementari un Uganda, quattro volte quelli attualmente assunti. Questi - continua Petroccione - sono solo alcuni esempi del vero volto degli aiuti che senza i fondi necessari non potranno più essere realizzati o saranno addirittura interrotti. L′aiuto pubblico dovrebbe servire a mantenere una certezza di risorse nei Paesi meno avanzati proprio nei momenti di crisi economica, quando le risorse private si allontanano».

 

C. I.


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