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Italia - Disabili in carcere, strutture inadeguate

21.10.2008 | immagine decorativa 1 | Invia ad un amico | Stampa

In Italia sono molti i disabili dietro le sbarre.
La Lombardia è la Regione con il maggior numero di disabili in carcere (121), seguita da Campania (96), Lazio (51), Marche (34) e Sicilia (34), ancora Toscana (31), Piemonte e Valle d′Aosta (23), Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia (20), Puglia (17), Emilia-Romagna (16), Sardegna (16), Calabria (14), Umbria, Abruzzo-Molise, Liguria (tutte con 3 detenuti) e, infine, Basilicata (1).

A fornire le cifre è l’Ufficio Servizi sanitari del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
I dati, però, si riferiscono alla fine del 2006. Per gli anni successivi non è stata effettuata alcuna rilevazione, nonostante l’ufficio si sia impegnato a mandare le schede per l’indagine alle direzioni degli istituti di pena.
Ad oggi, dunque, non è dato sapere quanti siano esattamente i disabili detenuti nelle carceri. Nel nostro Paese manca un sistema di monitoraggio nazionale sulle condizioni di salute dei detenuti.

L’ufficio del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio denuncia, "il carcere è strutturalmente elemento di barriere: pensiamo solo al problema dei bagni, cosa significa una turca per un detenuto con difficoltà motoria? E poi in carcere mancano gli ausili, manca l′assistenza adeguata, anche nei centri clinici. Essere allettati, in carcere, rappresenta un grande problema: servono tante accortezze".

Francesco Morelli, detenuto redattore della rivista carceraria “Ristretti Orizzonti”, del carcere di Padova, lamenta la mancanza di una normativa specifica per i detenuti disabili.
La legislazione italiana, però, contempla l’incompatibilità con la detenzione per motivi di salute. L’articolo 47 dell’ordinamento penitenziario, relativo alla detenzione domiciliare, stabilisce che le persone in condizioni di salute molto gravi possono espiare la propria pena (non superiore a 4 anni) in casa o in luoghi di cura e di assistenza; è necessaria la perizia di un medico.
L′accertamento della disabilità, tuttavia, rappresenta un problema. "Per verificare la disabilità di un detenuto passano da uno a tre anni: commissioni da riunire, verbali da compilare, visite specialistiche ecc. Ma riconoscere l′invalidità è indispensabile per fornire gli ausili".

Nei casi in cui la perizia medica evidenza una disabilità che richiede un′assistenza, i detenuti sono destinati ad alcune strutture specifiche.
Esistono gli ospedali psichiatrici giudiziari, nel nostro Paese ce ne sono 6, per una capienza complessiva di 951 posti e una presenza effettiva di 1.238 persone.
Ci sono anche alcune sezioni di osservazione per i detenuti con disabilità mentale; sezioni attrezzate per persone con disabilità fisica (solo in 7 istituti) e le sezioni attrezzate per minorati fisici, ossia detenuti con una disabilità più lieve (4 strutture in tutta Italia).

L. R.


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Commenti

disabili in carcere
scritto da michele steri - 28.12.2011
mio fratello è in carcere a Genova-Marassi e, di disabili ce ne sono un numero altamente superiore a quello scritto sopra(3 detenuti in liguria) e, ha un′invalidità al 100%riconosciuta dall′ASL3 con handicap grave, così come molti detenuti, non scrivete più bugie simili, per favore.

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