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Appalti - Ecco come si certifica la regolarità fiscale

meandri_01_154_escher_lego.jpgFinalmente una parola chiara in merito alla certificazione della situazione di regolarità nel pagamento di imposte e tasse. Situazione in cui debbono trovarsi gli operatori economici per poter partecipare a procedure di selezione pubblica per l′acquisizione di appalti e concessioni (anche in veste di sub-appaltatori o ausiliarii) e per contrarre con pubbliche amministrazioni.

Com′è noto, il D. Lgs. 163/2006 - il cosiddetto nuovo codice degli appalti - affronta la questione definendone i termini in negativo, escludendo cioè i soggetti che “hanno commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti” (art. 38, co. 1, lett. g).

La circolare n.34/e emanata dall′Agenzia delle entrate lo scorso 25 maggio chiarisce diversi punti finora oggetto di interpretazioni non del tutto univoche. Si stabilisce infatti che:

a) la certificazione viene rilasciata dall′ufficio locale competente dell′Agenzia delle entrate direttamente ai contribuenti ai quali non sia stata contestata alcuna violazione degli obblighi tributari con un atto definitivo;

b) l′atto è da ritenersi definitivo soltanto "per effetto del decorso del termine di impugnazione" ovvero, nel caso in cui sia stata proposta impugnazione, per effetto "del passaggio in giudicato della pronuncia giurisdizionale (cfr. ris. n. 2/E del 3 gennaio 2005)" - in parole povere, occorre che sia stata notificata la cartella esattoriale e che siano passati 60 giorni dal ricevimento senza che il contribuente abbia opposto ricorso oppure che, a seguito del ricorso, il tribunale abbia dato ragione all′Agenzia delle entrate in via definitiva;

c) "l’irregolarità fiscale viene meno qualora, alla data rispetto alla quale viene richiesta la certificazione, la pretesa dell’Amministrazione finanziaria sia stata integralmente soddisfatta, anche mediante definizione agevolata" - tradotto: si è in situazione di regolarità, in un momento o periodo storico dato, anche se si sta pagando il debito tramite rateizzazione;

d) la certificazione viene rilasciata sul modello "dei carichi pendenti" approvato con provvedimento del Direttore adottato il 25 giugno 2001 - esiste perciò un preciso modulo che va compilato per la richiesta ed un altro mediante il quale l′Agenzia emette il certificato - solo a questo, quindi, bisogna fare riferimento;

e) "la valutazione della sussistenza del requisito della regolarità fiscale di cui, in particolare, al codice dei contratti pubblici, spetta comunque alla stazione appaltante, alla quale l’Agenzia delle entrate deve fornire tutte le informazioni utili alla verifica dello stesso, sia in relazione alla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti, nonché dei subappalti, sia in relazione alla successiva stipula dei relativi contratti" - è per questo motivo che la certificazione dovrà comunque indicare, seppur "separatamente", anche le violazioni che non risultano ancora definitivamente accertate: poiché la responsabilità del contratto ricade comunque sull′appaltante e poiché il contratto è la conclusione di un procedimento che dura per un periodo determinato, l′appaltante deve essere compiutamente informato.

Documenti [area riservata]

Circolare Agenzia delle entrate n. 34/e [25/05/07]


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