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Razzismo - Italia: altro che integrazione!

Se sentite parlare di multietnicità e melting pot, state sicuri che non si sta parlando del nostro Paese. Infatti, nonostante la società sia sempre più mista, la vera integrazione culturale è sempre più un′eccezione piuttosto che una regola. Lo confermano i dati dell′Ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali, che saranno presentati il 21 marzo in occasione della Giornata mondiale contro il razzismo. Dalle anticipazioni sappiamo che nel 2009 sono aumentate di molto le percentuali complessive delle vittime del razzismo. Stavolta i più colpiti sono i ragazzi di età inferiore ai 30 anni, con un normale permesso di soggiorno e il più delle volte giovani benestanti che studiano o già posseggono un diploma o una laurea. In aumento poi il numero di uomini, passato dal 56,3% del 2008 al 61,3% dello scorso anno, un elemento preoccupante in quanto sembra ridurre la possibilità di far emergere i casi di doppia discriminazione (razza e genere), per cui il più delle volte erano le donne a subire violenze da uomini della stessa etnia. Il rapporto dell′Unar è basato sulle segnalazioni che arrivano al call center (800 901010) da parte delle stesse vittime (66,2% dei casi, in calo di quasi cinque punti), di testimoni (15,8%) o delle associazioni accreditate (7,5%). Se si stanno facendo dei passi avanti sul piano della lotta allo sfruttamento e al lavoro nero, certo è che manca ancora molto affinché il processo di integrazione risulti davvero concluso.

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