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Non vedenti - L′Audiodescrizione nel cinema



Un nuovo modo di "vedere" il cinema, per chi ha problemi gravi di vista o è cieco. Da un′iniziativa dell′Associazione Valentin Hauy, creata nel 1889 da Maurice de la Sizeranne, nasce la volontà di avvicinare persone affette da cecità o disabilità visiva, alla cultura ed al cinema. L′audiodescrizione, questo il nome della tecnica, fu inventata da un americano dell′Università di San Francisco, con l′aiuto di August Coppola, fratello del famoso regista e tuttavia ha difficoltà ad affermarsi.

La tecnica consiste nell′aggiungere tra le sequenze mute dei film una voce off che descriva l’essenziale di quanto appaia sullo schermo, udibile in sala tramite cuffie senza fili. Un procedimento regolato da indicazioni ferree per evitare di cadere nella ridondanza, rovinare l’effetto sorpresa dell’intrigo, anticipare la storia, o semplicemente spiegarla, magari coprendo qualche dialogo o effetto sonoro fondamentale. Un esercizio che non si può applicare a tutte le pellicole. Il fatto che fatichi ad affermarsi è dato dai costi elevati che impediscono alle case di produzione di intraprendere questo tipo di investimento. In Francia questo tipo di pellicole, verranno priettate nel quartiere latino di Parigi, in occasione del festival per i non vedenti e gli ipovedenti e sono solo quattro i film al cinema adattati, contro il centinaio dell′Inghilterra. Diversi numeri invece per la produzione di dvd in Francia: ben 44, tra i quali, «Il favoloso mondo di Amelie» del regista Jean-Pierre Jeunet.

Informazioni
Associazione Valentin Hauy
M.A.
fonte: Corriere della Sera/Disabilità

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