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Infanzia - Giocare per capire la disabilità



Giocare per capire la disabilità. Questo l′obiettivo del laboratorio che Paideia, Onlus dal 1993, ha proposto durante l′ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, che ha avuto luogo dal 13 al 17 maggio: laboratorio fruibile dalle scuole, pensato per bambini dai 6 agli 8 anni.
I piccoli protagonisti, accompagnati nel fine settimana dalle loro insegnanti, hanno assistito alla proiezione di un insolito video senza parole: il solo commento musicale ha accompagnato le immagini di Cristina Gibellato, che ha illustrato il libro pieghevole, edito da Carthusia, "Storia curiosa di re, principi e Inventagiochi". L′autrice Mirella Cicala ha poi letto la storia: un re con tre figli diversi e speciali che vogliono giocare ma che per loro caratteristiche innate non possono usare i giochi "normali": per fortuna una squadra di "Inventagiochi" creerà per loro giocattoli innovativi, grazie ai quali i tre principini potranno  condividere il gioco con i bambini del paese.
Alla lettura è seguito il momento ludico: a gruppi di cinque, sotto la guida di un "grande", i bambini sono stati coinvolti in uno speciale gioco dell′oca,dal titolo "Che talento!". Bendarsi gli occhi per riconoscere il viso del compagno, tapparsi le orecchie per indovinare una parola dal solo movimento delle labbra: un modo alternativo e leggero per scoprire e sperimento il significato delle possibili forme di impedimento che, in un contesto piacevole ed accogliente, possono rivelare talenti utili per superare le difficoltà delle caselle di gioco, potenziando, al contempo, capacità relazionali.
L′origine del progetto viene così motivata dalla coordinatrice, Giorgia Salvadori: "Tutto è nato due anni fa da To.is, un workshop  internazionale, tenutosi a Torino e promosso da Paideia e dall′associazione berlinese Foerdern durch Spielmittel, con il parocinio Unesco, Città di Torino, Torino World Design 2008 e Segretariato Sociale Rai. Venti professionisti di tutto il mondo si riunirono con l′obiettivo di concretizzare il diritto al gioco anche per i bambini malati o disabili. Entrare in relazione con questi piccoli fruitori, capirne i desideri, i limiti, le potenzialità ha portato all′ideazione di giocattoli nuovi e belli, utilizzabili da tutti i bambini anche quelli con difficoltà. Giocare insieme è la chiave più limpida per avvicinare le specificità, per integrare le abilità , per stare bene sentendosi ognuno speciale e capace, consentendo il riconoscimento delle singole creatività come mezzo di integrazione".

                                                                                                                          F.P.

Fonte:Superabile

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