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Roma - Asili nido: l′Authority boccia il Comune

01.03.2011 | immagine decorativa 1 | Invia ad un amico | Stampa


L′Autorità di vigilanza sui contratti pubblici si è espressa a favore del ricorso presentato dalla Lega delle Cooperative: sono illegittimi i cosiddetti asili nido "low cost", che la giunta capitolina ha affidato a dei privati.
Legacoop, infatti, aveva contestato l′erroneità degli atti della procedura di gara e l′Authority, esprimendosi con un cosiddetto parere di pre-contenzioso, ha concordato nel bocciare il bando e tutti gli atti conseguenti (pur non inficiandone il valore).
La decisione del Comune di Roma, infatti, era quella di affidare all′esterno la gestione di sei asili nido, riducendo la spesa pro capite per bambino da 869 a 475 euro al mese.

Secondo quanto dichiarato dall′Avcp, il bando è irregolare: il Comune di Roma avrebbe mascherato quello che doveva essere un normalissimo appalto con una procedura che in Campidoglio hanno chiamato «formula gestionale innovativa». Solo un artificio, secondo l′Authority, che non consente - come il comune pretende - di derogare dalle norme sul rispetto dei contratti di lavoro, i cui costi sono «insopprimibili».

«Le spese di gestione dei nidi d′infanzia dipendono per l′85% dagli stipendi e perciò non si possono comprimere, a meno che non si faccia lavorare a nero il personale o non si faccia pesare sui bimbi il minore investimento» spiega Pino Bongiorno, presidente della sezione regionale di Legacoopsociali.
E′ intervenuto sulla vicenda anche Stefano Venditti, presidente di Legacoop Lazio, che ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto, lasciando trasparire, però, una certa preoccupazione, poiché «il bando capitolino condanna le cooperative oneste a soccombere a vantaggio di soggetti imprenditoriali che operano nelle zone di economia grigia. Per noi è inaccettabile - prosegue Venditti - un sistema che releghi il lavoro educativo ad un livello di minorità sociale ed economica, oltre che a uno stato di precarietà infinita».

L′invito del presidente di Legacoop Lazio, dunque, è al Comune di Roma, affinché vengano annullati gli atti e fissato un incontro con le parti sociali, al fine di garantire qualità e legalità ai servizi per bambini.

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Commenti

anonimo
scritto da cocombr - 12.03.2011
Ma sicuri che si erano sbagliati, non è che hanno fatto come i soliti furbetti della cricca

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