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Report - Un′altra inchiesta bugiarda sulle coop sociali

27.11.2007 | immagine decorativa 8 | Invia ad un amico | Stampa

milena gabanelliOrmai si avvia a diventare una tradizione, come il Natale a dicembre e la Liberazione ad aprile. A novembre c′è Report, su Raitre, che, parlando di precari e cooperative, disinforma. L′anno scorso l′inchiesta di Michele Buono e di Piero Riccardi si chiamava "Esternalizzati", quest′anno la seconda puntata ha un altro titolo, "Appaltati". Il punto di vista però è sempre lo stesso, quello dei Sincobas, i migliori rappresentanti dei cosiddetti lavoratori precari. Legittimo, ma forse poco oggettivo: lavoratori non sono solo gli iscritti ai sindacati di base e le domande insidiose non dovrebbero essere risparmiate agli amici.

Milena Gabanelli, conduttrice della testata, introduce l′argomento: "Ce ne eravamo occupati l’anno scorso in due ospedali romani, dove gli infermieri o gli archivisti non erano dipendenti dell’ospedale ma personale fornito dalle cooperative, il motivo è il blocco delle assunzioni. Avevamo visto che all’ospedale costa di più, il servizio è quel che è, ai lavoratori invece poche tutele e una busta paga magrissima. Nel corso dell’anno ci sono arrivate centinaia di segnalazioni da altri ospedali, case di riposo, università, asili nido, ministeri. Allora, visto che il giro d’affari è gigantesco, siamo andati a vedere se è proprio un sistema che sforna precari senza che il pubblico risparmi granché, e per noi utenti che tipo di servizi ci si ritrova alla fine della catena".

L′anno scorso Report aveva detto - e non visto - che esternalizzare costa di più. E mentiva. Quest′anno si accorge che "non si risparmia granchè". E mente ancora, perché il contratto di un dipendente pubblico costa al datore di lavoro tra il 20 e il 30% in più di quello di un dipendente privato o di cooperativa. Ma soprattutto perché spaccia per informazione la confusione. Report confonde la retribuzione oraria lorda di un lavoratore con il prezzo di un servizio quantificato su base oraria. E lascia intendere, almeno quattro volte in un′ora, che le cooperative si mettono in tasca più della metà di quello che fatturano.

Prima Riccardi, voce fuori campo: "Queste le buste paga... eccole 766 euro, 982, 909, 831 euro al mese, la paga oraria 6,55 lorde, l’Arcobaleno riceve dal Policlinico Tor Vergata 15 euro, più del doppio". Poi Milena Gabanelli in studio: "E noi, pazienti, contribuenti del servizio sanitario, se ci capiterà di essere ricoverati, non sapremo mai se chi ci accudisce e controlla le nostre terapie è un infermiere dipendente dell’ospedale o un addetto alle pulizie dipendente da una società di pulizie, magari con il diploma da infermiere. Intanto si portano a casa 6 euro lordi all’ora invece dei 15 pagati dal policlinico".

Lo spettatore non esperto trova conferma nella telefonata di Riccardi con una ex lavoratrice anonima. La lavoratrice racconta: "Mi hanno dato un turno normale con scritto mattino, pomeriggio e sera". Riccardi: "E quelle erano prestazioni occasionali pagate a sette euro l’ora senza..." Lei: "6,71 senza avere le malattie, le ferie, niente". Lui: "Certo, certo, con la prestazione occasionale non si hanno tutte queste cose...". Infine la stessa Gabanelli ci ritorna, definendo i lavoratori “lo strumento”, quelli "per i quali lo stato stanzia 16 euro all’ora e abbiamo visto a volte ne incassano la metà".

E quattro! Non è un passaggio da poco, è la base ed il filo conduttore dell′inchiesta. Ed è assolutamente falso. Cerchiamo di spiegarlo una volta per tutte. Sei e 55 è la retribuzione oraria lorda del lavoratore, quella che compare in busta paga. Questa retribuzione va moltiplicata per il numero di ore mensili e poi per 13, perché c′è il rateo della tredicesima. Si è così ottenuta la base imponibile annuale, su cui calcolare i costi Inps e Inail a carico della cooperativa sociale. Un 30% in più. A questi vanno aggiunti i costi del rateo relativo al trattamento di fine rapporto, un altro 10%. Poi, eventualmente, come nei casi in esame, le indennità di turno, ancora un 12%.

Giunti qui, bisogna sommare le tasse, perché sì, le cooperative sociali del Lazio (quelle di cui Report parla) pagano l′Irap al 4,75%. Le imprese di tutte le altre regioni hanno a carico un′aliquota più bassa, il 4,25%. E poi, in alcuni casi (non la maggioranza, questo è vero), anche l′Ires. Dunque, i 6,55 euro in tasca al lavoratore già così sono diventati 12 euro di spesa per la cooperativa. La quale tuttavia, per sapere quanto le costa quell′ora di lavoro, deve aggiungere a proprio carico tutto quello che compone il cosiddetto lavoro improduttivo: ferie, festività vigenti e soppresse, malattie, gravidanze, infortuni, eventuali costi dovuti ai permessi sindacali, al diritto allo studio e all′aggiornamento professionale. E così arriviamo ai famosi 15 euro.

Attenzione però: questo è il costo del lavoro per la cooperativa su base oraria, ma la cooperativa, per erogare un servizio, non ha solo costi del lavoro. Ci sono i costi di amministrazione, quelli assicurativi, la sicurezza, gli ammortamenti per l′acquisto di varie attrezzature, gli oneri finanziari (le pubbliche amministrazioni italiane pagano in media con ritardi di 150 giorni, contro i 30 degli altri paesi Ue) ecc. ecc. Siamo arrivati a 17-18 euro l′ora.

Infine, vivaddio, l′utile, che per legge le cooperative sociali non possono dividere tra i soci ma soltanto ristornare, e in minima parte. Perché le cooperative sociali sono organizzazioni non lucrative e perché il lavoro, per loro, conta più del denaro. E allora, chiaro questo, bisogna domandare alla redazione di Report: se i lavoratori attualmente assunti dalle cooperative diventassero dipendenti delle pubbliche amministrazioni, queste ultime non avrebbero gli stessi oneri da sostenere, su basi imponibili maggiori, e quindi costi più alti? Non pagherebbero tredicesime (e quattordicesime), Inps, Inail, Tfr, indennità, tasse, ferie, festività, malattie, infortuni, maternità, sicurezza, permessi sindacali, diritto allo studio, formazione, ecc. ecc.? E per assumere tanta gente in più, esse stesse non avrebbero costi organizzativi maggiori di quelli attuali, per le assicurazioni, le attrezzature, i prestiti, gli ammortamenti, ecc.? Infine, il lavoro improduttivo generato dall′assenteismo dei dipendenti pubblici (che in Italia sono mediamente quelli meno presenti al lavoro) non peserebbe anch′esso sui costi pubblici? E allora, signora Gabanelli, chi è Pinocchio: lei o l′Assessore Battaglia?

Renato Incitti
Ad Consorzio Parsifal
incitti@consorzioparsifal.it


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Commenti

Vorrei vedere il contratto della Gabanelli....
scritto da elisabetta - 03.12.2007
... quanto guadagna la Signora per riportare notizie false e riempire i vuoti di quella trasmissione con ingiurie sull′unica forma di imprenditoria sana, la cooperazione??
Io proporrei di inviarLe una copia del Contratto Nazionale delle Cooperative Sociali, con il segnalibro sulle tabelle, visto mai si dovesse sbagliare a leggere... e Le invierei anche qualche bando di Gara pubblico per l′affidamento di servizi socio-assistenziali, educativi, ecc. Sono TUTTI, dico TUTTI al di sotto del costo del lavoro indicato nelle tabelle ministeriali. E se dicesse che le Cooperative utilizzano lo strumento delle co.co.pro e prestazioni occasionali, Le direi che per dare lavoro e non fallire e non licenziare come fanno le imprese di lucro, siamo costretti ad arrivare a queste forme flessibili, con il consenso del SOCIO lavoratore.
Propongo un′intensa campagna di adesioni per la richiesta di un intervento in trasmissione per dare la parola pure a noi, perchè fino a prova contraria questo dovrebbe essere uno stato democratico!!!
Allora Gabanelli, quanto guadagni per la tua ignoranza?
Contro la cooperazione..
scritto da Anna Fiordalice - 30.11.2007
..e soprattutto contro la cooperazione sociale, sembrano essere rivolti univocamente gli attacchi. In questo periodo di grande sofferenza per tutto il settore (porto ad esempio la situazione di Terracina), quando sembra che tutto volga a negare e cancellare quanto di grande ed unico è stato costruito in tanti anni da chi nella cooperazione sociale ha creduto e continua a credere, due sono gli stati d′animo che si alternano, credo, in ciascuno di noi: la voglia di arrendersi o il bisogno di lottare con maggior forza. La seconda non esclude la prima, a parer mio, ma solo dopo aver dato fondo ad ogni energia e ad ogni filo di voce. Tutti uniti.
Cooperative Sociali sfruttate e malpagate
scritto da Giuseppina Ferreri - 29.11.2007
Fate sapere alla Gabanelli che l′ente locale della Capitale d′Italia paga il servizio di assistenza agli anziani non autosufficienti, residenti nelle strutture pubbliche, a 14,40 euro l′ora (solo da luglio di quest′anno, perchè per anni è stato 13,81 euro l′ora) a fronte delle 16,58 euro previste dal Contratto collettivo di lavoro del settore, inserendo nelle convenzioni con la coop. sociale l′obbligo di applicarlo. I costi di amministrazione e gestione sono solo un sogno. Chi ci guadagna? La Cooperativa? Sembra una boutade ma è la pura verità, purtroppo.
DIPENDENTI
scritto da Alessandra - 29.11.2007
Il servizio mandato in onda è stato assolutamente di parte, superficiale… guardate, sono senza parole… hanno generalizzato l’illegalità nel nostro settore, hanno avuto il coraggio di dire che ci pagano troppo quando a stento riusciamo ad andare avanti...
per quanto mi riguarda, rispondo chiaramente e con alcuni dati:
BABY2000 SERVIZI PER L′INFANZIA S.C.S.
n° lavoratori impiegati: 17
n° lavoratori dipendenti: 16
n° LAP: 1 (impiegato in un progetto esterno al nido di sostegno al territorio)
n° contratti dip. a tempo indeterminato: 11
n° contratti dip. a tempo determinato: 5
spero di essere stata abbastanza chiara.
certo, non è un genere di attività che permette stipendi altissimi, ma molte delle nostre dipendenti lavorano da noi
rimango comunque a disposizione di tutti ed in particolare di quelli che, per predisposizione, vogliono assolutamente trovare la malafede in un genere di attività che (solo chi lo fa mi può capire) si porta avanti solo se motivati da tanto amore.
bravo bravi
scritto da cecilia - 29.11.2007
Condividiamo tutto!!!!!
bravo bravo
scritto da francesca casini - 29.11.2007
Condivido tutto e facciamoci più sentire!!!!!!!!!
Re: Ma dài...
scritto da Renato Incitti - 28.11.2007
Ciao Haran Banjo,
visto che non ci hai lasciato la tua e-mail e hai usato lo pseudonimo del più grande sterminatore di meganoidi apparso sulla scena dei manga, mi viene un dubbio: ma non è che fai il consulente per Report? No, perché, siccome noi siamo organizzazioni non lucrative e non abiti giuridici, stai sicuro di una cosa: per noi tu e quelli come te non lavorerete mai, perché tu e i consulenti come te siete il guaio più grande delle cooperative sociali e delle associazioni vere. Garantito.
Hasta luego.
Ma dài...
scritto da Haran Banjo - 28.11.2007
Suvvia, con questa conclusione: "le cooperative sociali sono organizzazioni non lucrative"... mettete in luce tutta la Vostra malafede.
Io faccio il commercialista per cooperative e per associazioni senza scopo di lucro... sapete benissimo che queste forme di aggregazione sono "abiti giuridici", per nascondere il lucro alla tassazione ordinaria.

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