Accesso rapido

Martedì, 25 Settembre 2018

menu accessibilità

A | A | A | normale | alto contrasto | solo testo

Accesso area riservata

Iscriviti alla nostra
newsletter

menu secondario

Infosociale

Riscontrato errori durante la navigazione sul sito?
Aiutaci a eliminarli.
Clicca qui

Focus

Tivoli - 22 maggio 2016

Servizio Civile 2015 - L′elenco dei selezionati

Ultimi 10 commenti

Il tempo non può scalfire 13-06-2018, ore 10:45 scritto da Luca
Al massimo 11-06-2018, ore 09:35 scritto da linus
Mestierarte 22-03-2018, ore 14:31 scritto da Lorenzo
Oss 04-03-2018, ore 14:20 scritto da Vesna
Una sera a Piazza Venezzia. 21-02-2018, ore 11:12 scritto da Marta Rocca
truffa 10-01-2018, ore 09:30 scritto da roberto
Diploma di animazione 28-12-2017, ore 13:36 scritto da Maddalena
nessuno 20-10-2017, ore 19:02 scritto da calogero contino
Informazioni 09-10-2017, ore 09:15 scritto da Monica
EMOtional 25-09-2017, ore 14:19 scritto da Cassandra

contenuto

News

 | Torna all'elenco
Condividi anche su: vota su OKNotizie vota su Diggita fav this with Technorati

Disabili - La Lingua dei Segni come ponte verso quella parlata

L′uso della Lingua italiana dei Segni (Lis) con bambini udenti e con disabilità della comunicazione e problemi di linguaggio, con o senza difficoltà cognitive: questo l′argomento della tavola rotonda del 12 maggio presso l′Istituto Statale dei Sordi (Roma). L′incontro rientra in una serie di seminari e conferenze su Lis, disabilità e sordità organizzati, oltre che dall′Istituto Statale dei Sordi (ISSR), dall′Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione-CNR, dall′associazione Gruppo SILIS (Studio e Informazione sulla Lingua dei Segni Italiana) e da Studio Informazione Lis.
I pareri e le testimonianze offerti da specialisti e operatori qualificati hanno messo in evidenza come l′utilizzo della Lingua dei Segni costituisca, a seconda dei casi, uno strumento di potenziamento, un′alternativa o un canale preparatorio alla produzione di parole. L′applicazione di questi metodi deve avvenire secondo diversi livelli di complessità adeguati alle capacità dei bambini con differenti disabilità comunicative.
Valentina Petron (Università Ca′ Foscari di Venezia, polo di riferimento per gli studi di linguistica) ha, per esempio, illustrato il passaggio dai segni alle emissioni vocali vere e proprie di Daniele, un bambino autistico: «Dopo aver avuto fino a 14 mesi uno sviluppo nella norma, Daniele a 15 mesi ha perso le capacità orali fino a quel momento acquisite e intorno ai 25 mesi ha avuto la diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Con il metodo Aba - cioè l′Analisi Comportamentale Applicata, scienza applicata che deriva da quella che studia le interazioni psicologiche tra individuo e ambiente - sono stati proposti a Daniele i primi segni, con gesti adattati alle sue abilità motorie, in modo che potesse cominciare ad esprimere i suoi bisogni primari. I segni hanno favorito in lui la comprensione e memorizzazione di vocaboli e concetti, supportando e favorendo la produzione di parole, che dopo circa due anni di trattamento (intorno ai 4 anni e mezzo) è ricomparsa. Inoltre i segni hanno consentito di favorire l′inclusione e l′integrazione di Daniele con i compagni di classe che attraverso giochi con i segni hanno potuto avere scambi di comunicazione con lui. Ciò ha anche aumentato la considerazione dei compagni nei confronti di Daniele».

Tag associati

Scrivi il tuo commento


in questo caso l'e-mail è obbligatoria)

Gli articoli più letti del mese

Gli articoli più letti di sempre

Ricerca nel sito

Eventi

Parsifal

Le nostre coop

Lavoro e formazione

Opportunità nel sociale

Recensioni

libri, riviste, film, rapporti e ricerche sul sociale

  • La mia ′ndranghetaLa mia ′ndrangheta

    La sfida della «signora Malaluna» ad una delle più potenti ed efferate organizzazioni...