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Napoli - “ Facciamo un pacco alla camorra”

Si è svolta lunedì 21 novembre presso il castello mediceo di Ottaviano - anch’esso confiscato alla criminalità organizzata - la presentazione dell’ottava edizione di “facciamo un pacco alla camorra”, progetto culturale promosso dal comitato don Peppe Diana e da libera associazione nomi e numeri contro le mafie ed attuato dal consorzio N.C.O. nuova cooperazione organizzata.

In via del principe 1, castello appartenuto al camorrista Raffaele Cutolo, sono intervenuti Federico Cafiero De Raho, procuratore della repubblica Reggio Calabria, che ricorda ai ragazzi delle scuole: «parlate. Non rinunciate mai alla parola. Chi non parla, chi non comunica, è già schiavo». Sottolinea inoltre l’importanza di «iniziative di questo tipo, soprattutto in beni confiscati e sottratti alla camorra. Tanti beni confiscati producono e riescono a dare lavoro entrando in una rete del reinvestimento sociale, il che è fondamentale per dare a quei beni quella sottrazione alla criminalità e l’assegnazione alla gente che ha bisogno di lavoro».

«Siamo qui a proporre un altro modello opposto di visione della vita della comunità, ma soprattutto dell’economia: da un’economia criminale, oggi il tema è l’economia sociale» commenta il presidente di NCO, Giuliano Ciano.

Miriam Candurro, attrice, vede l’evento come «un’occasione per dare un’idea diversa di Napoli, non solo quella vista e pubblicizzata con Gomorra,  ma una Napoli che si impegna e vuole prendere le distanze chiaramente dalle scelte di vita sbagliate.»

Dalla famiglia Medici ai Cutolo nel castello di Ottaviano si entrava da sudditi, oggi finalmente entriamo da cittadini liberi che hanno voglia di costruire una rete sociale forte.

M.P.

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